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ORACOLO

Oracolo

Non si hanno conferme di pratiche oracolari prima del Nuovo Regno, tuttavia questo potrebbe essere solo un vuoto documentale.

Come avveniva questa pratica nell’Antico Egitto?

Alle richieste il dio era solito pronunciarsi mediante movimenti della barca di processione che veniva condotta dai sacerdoti durante le grandi feste.

Quando la barca avanzava o si inclinava significava che il dio si era pronunciato positivamente, mentre la sua disapprovazione si manifestava quando la barca arretrava o rimaneva immobile.

Il dio poteva decidere anche su casi esposti oralmente o per iscritto, dando il suo responso usando due tavolette l’una con la versione positiva l’altra con quella negativa.

Prima della Bassa Epoca non compaiono documenti sulle manifestazioni vocali dell’oracolo che avvenivano grazie ad un condotto che attraversava la sua stanza.

Generalmente gli oracoli avevano le sembianze delle maggiori divinità o uomini divinizzati, un esempio ne è il re Amenofi I a Tebe, o ancora con l’immagine di animali sacri.

La vita degli antichi egizi era ritmata da questa sorta di interrogatorio al futuro, ci si rivolgeva agli oracoli per qualsiasi cosa.

Se un acquisto era conveniente, un viaggio proficuo, sulle probabilità che un neonato aveva di sfuggire alla morte.

A volte i responsi servivano anche a risolvere piccole beghe giudiziarie che altrimenti si sarebbero protratte all’infinito o per stabilire la colpevolezza di un malfattore.

E se il responso dell’oracolo non era soddisfacente?

Nessun problema. Ci si poteva rivolgere ad un altro o a molti altri.

Durante la XVIII dinastia il ruolo politico dell’oracolo subì un notevole cambiamento. Il suo intervento era solo a titolo eccezionale senza essere sollecitato per eleggere il faraone, quest’ultimo poteva consultare il dio su un progetto importante e ciò avveniva nell’intimità del santuario tramite un’ispirazione diretta.

Durante l’epoca ramesside, l’ampliamento del dominio del tempio di Amon comportò di conseguenza l’aumento della portata del suo oracolo; Ramses II, per esempio, lo consultò per nominare il gran sacerdote Neb-un-ef.

Con la XXI dinastia e l’inizio del Terzo Periodo Intermedio, l’avvento della teocrazia implica un salto qualitativo dell’oracolo.

Nelle regioni che si trovano sotto la giurisdizione del dominio di Amon, Alto e Medio Egitto da una parte, provincia di Tanis dall’altra, si presume che Amon governasse direttamente attraverso il suo oracolo.

Consultato dal gran sacerdote o dal faraone, interveniva non solo nelle procedure giudiziarie, ma anche a sostegno degli atti privati e sul sistema degli affari politici evidenziando in netta maniera il potere detenuto da coloro che manipolavano l’oracolo : l’alto clero.

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