Privacy Policy Canoni - Arte - Antico Egitto di Iside

CANONI

Canoni

Presso gli antichi egizi la produzione figurativa è rimasta costante negli anni grazie a dei canoni a cui essi si affidavano, in modo da poter mantenere in maniera assoluta la rappresentazione.

La figura umana aveva due canoni fondamentali: uno per la pittura e il bassorilievo, uno per le statue.

Nell’immagine bidimensionale l’uomo veniva sempre rappresentato con una stilizzazione fissa. Alcune parti erano in vista frontale (il busto e l’occhio) altre in vista di profilo (gli arti e il viso).

Per la costruzione dell’immagine gli egizi si servivano di un reticolo, ovvero di una trama di linee che definivano un campo quadrettato.

Tale reticolo ha subito un’evoluzione, passando da un canone antico, che prevedeva 18 quadretti in altezza, ad un canone tardo, che aumentò i quadretti a 22.

Dopo aver disegnato il reticolo sulla zona in cui si doveva rappresentare l’immagine umana, il canone fissava le norme.

Nel canone tardo, il piede aveva un’altezza pari ad un quadretto, ed una lunghezza pari a 3,5.

Se la figura doveva essere rappresentata ferma, la distanza tra le estremità dei due piedi era pari 4,5 quadretti, se invece era in movimento questa distanza diventava di 10,5 quadretti.

Canoni

Il busto doveva attaccarsi alle gambe in corrispondenza della linea numero 12, mentre il collo si attaccava al busto in corrispondenza della linea numero 19, ecc.

Fissate quindi tutte le regole per utilizzare la trama del reticolo, il proporzionamento della figura avveniva in maniera automatica.

I problemi erano diversi, quando la figura umana doveva venir rappresentata con una statua.

Per prima cosa bisognava risolvere il problema dell’equilibrio della scultura preparando una base d’appoggio molto piccola rispetto all’altezza della statua.

Gli egizi ovviarono a questo problema adottando alcuni accorgimenti particolari:

la figura veniva sempre posta in posizione «stante» cioè con le gambe leggermente divaricate, così, ponendo un piede avanti ed un indietro, le due gambe formavano un triangolo.

Questo triangolo oltre ad allargare la base d’appoggio, contribuiva alla staticità della statua nel piano perpendicolare al corpo.

Per garantire la staticità anche nel piano parallelo, il corpo veniva rappresentato in posizione perfettamente simmetrica, così da distribuire equamente i pesi rispetto all’asse centrale della figura.

Ovviamente la rappresentazione di figure sedute risolveva parecchi di questi problemi, dato che si poteva usare una base d’appoggio molto più ampia.

Molte sculture egizie, inoltre, venivano realizzate con una specie di compromesso tra il tutto tondo e il bassorilievo, in tal modo, la modellazione della figura, specie nelle parti retrostanti, non veniva realizzata.

In questo modo molte statue pur avendo un aspetto a tutto tondo, conservavano l’ancoraggio al blocco unico dal quale erano state scolpite.

Anche in questo caso, l’espediente favoriva una maggiore compattezza della figura ed una più ampia base d’appoggio, utili ad un più stabile equilibrio della statua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *