Privacy Policy Pratiche di devozione - Religione - Antico Egitto di Iside

PRATICHE DI DEVOZIONE

Pratiche di devozione

Gli atti di devozione erano primari nella vita degli antichi egizi.

Essendo un paese ricco di divinità venivano privilegiati innanzitutto gli dei della città di appartenenza mentre, quando l’uomo era in viaggio, si affidava alla protezione degli dei locali.

Le grandi feste erano celebrate solennemente, la popolazione indossava gli ornamenti più belli per andare ad assistervi.

Le feste erano suddivise durante tutto l’anno.

Alcune riguardavano i mesi, spesso in rapporto con le stagioni, l’arrivo della piena del Nilo, la mietitura, ecc.

Altre erano destinate ad onorare i legami che univano gli dei tra di loro oppure avevano un carattere funerario e commemoravano un episodio della vita di Osiride, ricordavano i faraoni defunti nell’anniversario della loro morte o della loro incoronazione.

Queste pratiche non si svolgevano in modo uniforme, alcune muovevano intere folle, altre erano celebrate localmente sia nelle grandi città che nei villaggi.

Nel villaggio il popolo esponeva le immagini sacre degli dei, le loro insegne ed emblemi ed aggiungevano anche gli animali sacri a dette divinità.

Queste pratiche assumevano forme schematiche, come alcune stele destinate a trasmettere meglio le preghiere degli offerenti.

Attorno a questi simboli si creò un clero minore e in loro onore furono costruiti edifici sacri.

Queste manifestazioni secondarie della religione, che molto si avvicinano alla magia, si svolgevano anche nei dintorni dei grandi santuari: oracoli, oniromanzia, magia e occultismo, vendita di incantesimi erano i sottoprodotti correnti in questi luoghi sacri.

Anche nelle case dipinti, stele, statuette attiravano la benevolenza degli dei, dei geni e dei defunti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *