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Astronomia

Soffitto Astronomico

L’astronomia egizia rimase ancorata, nel suo complesso, a nozioni rudimentali, tuttavia la sistemazione del calendario implicò il ricorso ad un apprezzabile corpo di osservazioni.

L’astronomia era una scienza a carattere religioso, quindi era praticata dai sacerdoti, i quali, dalle terrazze dei templi, osservavano il cielo notturno per riuscire ad approntare una suddivisione sistematica della notte in ore in modo da poter trarre una base per la determinazione della posizione del sole nella sua mistica corsa notturna.

Tale studio aveva condotto gli egizi all’individuazione di diverse costellazioni e di diverse stelle:
Orione, Cassiopea, Sirio, l’Orsa Maggiore, il Cigno.

Gli astri erano stati divisi in due gruppi: gli “Indistruttibili” (ikhemu-sek), stelle circumpolari sempre visibili, e gli “Infaticabili” (ikhemu-urz), vale a dire i pianeti erranti nel cielo.

Quanto a questi ultimi, nel Nuovo Regno se ne conoscevano cinque:
Giove, Saturno, Mercurio, Venere e Marte (chiamato anche “Horo rosso”) il che è testimonianza di un’osservazione precisa.

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