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Sebbene in alcuni versi ci siano delle differenze con
le composizioni che narrano il viaggio notturno del sole, il libro della
Vacca Celeste è un testo fondamentale per la comprensione della creazione
del mondo egizio.
Il racconto mitologico descrive due tappe fondamentali della creazione
dell’Egitto e seppur sia un racconto leggendario vi si possono riscontrare
alcuni tratti fondamentali del concetto egizio di universo.
Nel libro della Vacca Celeste si narra del tempo in cui la dimora degli dei
era la terra e Ra regnava su tutte le creature.
Un giorno una parte dell’umanità si ribellò rifugiandosi nel deserto.
Il Sole decise quindi di punirli inviando sua figlia
Hathor che incarnava l’irradiazione solare.
La dea distrusse senza pietà tutti gli uomini che
avevano osato turbare l’ordine divino.
Ra salutò la vittoria inneggiando alla potenza della figlia, ma la parola
portò sventura e Hathor immediatamente incarnò l’aspetto terribile dei raggi
divini nella forma della dea Sekhmet.(Sekhmet
significa potente).
Nulla potè più fermare la sua furia omicida, l’umanità era in pericolo e
alle divinità non rimase che giocare d’astuzia per salvare gli uomini;
fecero ubriacare la dea con una bevanda rossa come il sangue affinché
dissetata la sua furia ritrovò la clemenza.
Ra dispose che questo evento fosse celebrato dagli uomini, abbandonò la
terra e si ritirò nel cielo sulla schiena di Nut
che assunse le sembianze di una vacca.
Il racconto della pacificazione della dea Sekhmet sancì
una sorta di patto tra gli dei e gli uomini; quando Ra partì verso i luoghi
non accessibili ai mortali, gli dei concessero agli uomini il compito di
governare il paese attraverso il faraone. |