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TOMBA DI TUTANKHAMON

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Carter e Lord Carnavon

Archeologia antico Egitto

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Tomba di Tutankhamon

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Tutankhamon Entrata della tomba nella Valle de Re
entrata

Tutankhamon La prima camera con il dio Anubi
Anubi in primo piano


Camera del sarcofago


Reliquiario con i vasi canopi

Altro pettorale
Un pettorale

Pettorali

Un pendente del pettorale 
Pendente del pettorale

Vari anelli 
Anelli

Tutankhamon Trono dorato
Trono dorato 

Tutankhamon Particolare dello schienale del trono dorato
Schienale del trono

Tutankhamon Ventaglio di piume di struzzo con manico d'avorio
Ventaglio di piume di struzzo con manico d'avorio 

Tutankhamon Lampada tripla in alabastro a forma di pianta di loto
Lampada in alabastro a forma di pianta di loto 
La tomba di TutNel 1914, Lord Carnavon e Howard Carter avevano ottenuto dal governo egiziano la concessione per attuare scavi nella Valle dei Re, anche se, a detta degli specialisti e della stessa direzione del reparto antichitÓ de il Cairo, il luogo "non offriva pi¨ alcuna possibilitÓ di nuove scoperte"

Tuttavia Carnavon e Carter erano di parere diverso, anche se i motivi su cui fondavano la speranza di trovare una tomba, e proprio quella di Tutankhamon, erano fragilissimi e basati su reperti di precedenti campagne archeologiche: una coppa di ceramica con il nome del faraone, una cassetta di legno rotta che conteneva foglioline d'oro recanti lo stesso nome, vasi in terracotta in cui erano state riposte bende di lino che risultavano risalire alle cerimonie funebri di Tutankhamon.




L'istinto sicuro dell'archeologo e oltre sei anni di tenace ricerca guidarono Carter all'ingresso della tomba, situata tra i resti di alcune capanne per operai della XX dinastia. Lord Carnavon si trovava allora in Inghilterra ma, richiamato da un telegramma di Carter, venti giorni dopo giunse a Luxor per sovrintendere all'apertura della prima porta, che però risultò essere già stata violata e poi richiusa.

Oltre si apriva un corridoio di dieci metri pieno di detriti all'estremità del quale gli scavatori incontrarono una seconda porta con i sigilli spezzati.

Carter aprì un'apertura nell'angolo superiore sinistro e introdusse nel foro una lampadina elettrica e ciò che gli apparve lo lasciò esterefatto: aveva davanti agli occhi la realizzazione del sogno di ogni archeologo.

Carter e Lord CarnavonQuando il 27 novembre la porta fu finalmente aperta, anche Lord Carnavon, sua figlia Lady Evelyn e l'egittologo Callender, che era giunto alla prima notizia della scoperta, videro sfavillare alla luce di una forte lampada elettrica cofani preziosi, un trono d'oro, vasi di alabastro, bizzarre teste d'oro di animali a cui facevano da sentinella, l'una di fronte all'altra, due statue con grembiuli e sandali d'oro; ma fra tanti tesori non c'era nÚ un sarcofago nÚ una mummia!




La scoperta di un'altra porta, la terza, che portava segni di effrazione e di un successivo sigillamento fece rinascere le loro speranze, anche se non comprendevano come dei ladri si fossero dati la pena di penetrare oltre la terza porta, prima di essersi impadroniti di quanto avrebbero potuto asportare dal vano precedente.

E le sorprese non erano ancora terminate. Una piccola camera laterale era colma fino all'inverosimile di suppellettili e di oggetti preziosi di ogni genere, rimossi e in parte danneggiati dai misteriosi visitatori.

Il materiale finora venuto alla luce era enorme, e immenso, si prospettava il lavoro di classificazione, catalogazione, asportazione e conservazione che doveva essere intrapreso.

La tomba di TutankhamonCon la consulenza di specialisti di prim'ordine (fotografi, disegnatori, chimici, storici, ingegneri, botanici), inviati dalle maggiori universitÓ e musei americani ed europei, il primo oggetto fu portato in superficie il 27 dicembre e il lavoro di rimozione and˛ avanti per quasi due mesi: la sola anticamera conteneva circa settecento pezzi e alcune casse richiesero, da sole, intere settimane per essere svuotare da oggetti preziosi, armi e vesti.

C'erano poi tre enormi bare, il trono con spalliera decorata e quattro carrozze che, non potendo, per le loro dimensioni, essere introdotte intere nella tomba, erano state segate in vari pezzi, che i ladri poi avevano disperso un po' dovunque.

Per la metà di febbraio del 1923, l'anticamera era ormai sgombra e si poteva procedere all'apertura della porta che si sperava nascondesse la mummia.

Il 17 febbraio, venti persone (membri del governo e scienziati) erano state ammesse all'interno della tomba di Tutankhamon per assistere all'apertura della porta dietro la quale si supponeva si trovasse la mummia. .

Appena l'apertura fu abbastanza ampia da consentire l'introduzione di una lampada, apparve una visione meravigliosa.

Si trattava di un muro d'oro massiccio che risultò poi essere la parete anteriore del più prezioso e più vasto cofano mortuario mai venuto alla luce. Due ore di difficile lavoro consentirono di penetrare all'interno della camera sepolcrale Il sarcofago,completamente ricoperto d'oro,aveva sui cui fianchi lucidi pannelli di maiolica azzurra coperti di segni magici. Le sue dimensioni erano impressionanti: 5,20x3,35x2,75 metri.

Le grandi porte a battenti della parte orientale, non suggellate, si aprirono facilmente,il secondo sarcofago mostrava il sigillo intatto.
La mummia non era stata violata.
Tutankhamon giaceva nella sua tomba così come vi era stato deposto trentatre secoli prima.

L'emozione dei presenti era così profonda, che l'adiacente camera del tesoro passò quasi inosservata. Le indagini successive intorno al ritrovamento durarono parecchi anni.

Tomba di TutankhamonNel 1926 fu aperto il cofano d'oro e l'anno successivo furono estratte e separate quattro bare contenute una nell'altra e costituite, complessivamente, da circa ottanta pareti; il loro trasporto richiese ottantaquattro giorni di duro lavoro.


L'ultima bara racchiudeva l'enorme scrigno ricavato da un unico blocco di quarzo giallo, coperto da una lastra di granito.  All'interno c'erano dei lini, sotto i quali apparve il re.

Non era ancora la mummia, ma il ritratto in oro del giovane faraone; la testa a tutto tondo aveva il volto in oro puro dipinto, gli occhi in aragonite e ossidiana, le palpebre e le sopracciglia in lapislazzuli; anche le mani erano a tutto tondo, il corpo, invece, lavorato a bassorilievo.

Quando l'11 novembre 1927, la mummia di Tutankhamon fu consegnata agli studiosi, apparve subito evidente che gli oli e le resine avevano indurito e incollato tutto.

Ad accezione del volto, dei piedi e delle mani che erano chiusi in involucri d'oro, l'ossidazione dei composti resinosi aveva quasi completamente carbonizzato i tessuti e le ossa.


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