LA TITOLATURA REALE
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NEBTY
 

 

Quando ci si avvicina alla storia dell'antico Egitto molte volte non ci si rende conto che si sta trattando di un periodo lunghissimo che spazia dal 3100 AC al 332 AC con la conquista di Alessandro Magno. Un periodo lunghissimo segnato da una cultura autonoma e da un impianto sociale e burocratico pressoché identico.
Dopo ogni periodo buio l'obiettivo era sempre quello di ristabilire l'ordine precostituito.
Facendo un passo indietro andiamo a vedere come scaturisce questo “ordine”, permettendo anche di capire alcune particolarità della storia Egizia.
Sappiamo che andando a”ritroso” fra il 5000 ed il 3000 AC avvenne in quello che chiamiamo mondo antico un processo di evoluzione rapidissimo che si indica come la 1° rivoluzione industriale (la 2° è quella della macchina a vapore), durante la quale le popolazioni da nomadi diventano sedentari dedicandosi all'agricoltura e all'allevamento. Vengono addomesticati il bue, la capra e la pecora, e si coltiva il frumento e l'orzo.
La capanna diventa casa in mattoni e il villaggio città. Questo nuovo sistema di vita permette attività diverse quali lo sviluppo della tessitura, della ceramica e di altre lavorazioni con formazione di gruppi specializzati con alto potere produttivo. Nel gruppo o tribù sorge l'esigenza di avere un capo che amministri e coordini. Le manifestazioni della natura vengono attribuite a entità sopranaturali alle quali dedicare offerte per propiziarsele. Nascono culti locali i quali favoriscono la nascita dell'idea religiosa.
Sintetizzando, anche se l'argomento del periodo preistorico meriterebbe una larga trattazione, sappiamo che intorno al 3400 AC con le popolazioni divenute ormai stanziali, l'Egitto si sarebbe organizzato in zone condotte da un principi locali e in seguito da un Regno Meridionale con una capitale sede del dio Seth e un regno Settentrionale con una capitale sede del dio falco Horus.
Successivamente ci fu l'annessione dell'Egitto del Sud da parte di quello del Nord, e in questa fase i due culti si inter scambiarono dando origine a uno sdoppiamento delle divinità del Nord e del Sud che durerà per sempre.
A questa prima unificazione non molto stabile si presume una scissione in due Regni, con l'Alto Egitto (meridionale) con capitale Nekheb sede di una dea avvoltoio e di un'altro Horus, dove il re portava il titolo nisut e indossava come copricapo una sorta di tiara bianca e il Basso Egitto (settentrionale) con capitale Buto sede della dea cobra Uto o Uadhit, e qui il re portava il titolo bjtj e indossava un copricapo con forma a modio rossa.
Una nuova unificazione da parte questa volta dell'Egitto Meridionale segnò l'origine della storia portando ad unione stabile e perdurandone il ricordo attraverso i secoli nella titolatura del re e in quella di alti funzionari.
Lo stato si concretizza in forma monarchica dove il re si presenta quale signore assoluto dell'universo, garante dell'unione dei due egitti, padre premuroso, responsabile del benessere del suo popolo, unico interlocutore presso la divinità della quale è il legittimo rappresentante.
In questo contesto si sviluppa a rappresentazione di queste attribuzioni già a partire dalle prime dinastie una serie aggettivi che affiancano il nome del sovrano, e lo definiscono in modo inequivocabile.
I sovrani canonizzano il loro dominio sull'intero paese identificandosi con il dio falco e inseriscono il nome che può essere l'appellativo che più lo rappresenta nella figura di un padiglione reale, sormontato dal dio falco Horus, a significare la sua protezione.
Si realizza così una prima forma di titolo che indica il diritto a regnare: il nome dedicato a Horo.

PRIMO TITOLO A HORO

Le prime testimonianze di nomi di sovrani vengono trovate inserite in una figura che ricorda la facciata di una costruzione, presumibilmente la facciata del palazzo in cui risiedeva il re essendo l'unico personaggio ad abitare in una costruzione in pietra.
Un bellissimo reperto di quanto esposto è la stele del re serpente,  attualmente conservata al Museo del Louvre e risalente ad un sovrano della II Dinastia il cui nome viene definito in Uadj o Djr, in cui vediamo il padiglione reale con il segno monolittero “ j” (vedi alfabeto) ed il falco appollaiato sulla sua sommità.
STELE DEL RE SERPENTE

I sovrani di queste prime dinastie si pongono come eletti di Hr o Horus, e a questa divinità dedicano il loro nome.

SECONDO TITOLO A NEBTY

Ben presto però compare la necessità di rafforzare le caratteristiche del sovrano quale erede e reggente dei due Egitti unificati, ed ecco il secondo nome che viene dedicato a rappresentazione delle due divinità patrone del Basso e dell'Alto Egitto, sono un cobra ed un avvoltoio e viene introdotto dal grafema qui nella foto N.3 e si pronuncia “nebty” le due signore.
GEROGLIFICO INTRODUCENTE IL NOME NEBTY

Nebty

TERZO TITOLO

Un terzo appellativo appare sin dalla IV dinastia prime dedicato ad un Falco d'oro. Sul significato e l'origine vi sono controversie e spiegazioni per tutti i gusti. Nel Regno Antico si possono trovare sopra al segno dell'oro due o più falchi. Introduce alcune caratteristiche peculiari del sovrano.
GEROGLIFICO INTRODUCENTE IL NOME FALCO D'ORO

Horus d'oro

QUARTO TITOLO

Volendo esprimere ancora di più l'idea della unificazione di un paese che per condizioni ambientali godeva di un felice isolamento, stretto fra due zone desertiche in una lunga valle dove le popolazioni traevano benessere principalmente dalla coltivazione, facendo in questa fortunata situazione crescere l'alta stima di sé degli Egizi, che si consideravano gli unici “uomini” ad essere degni di questo nome, vengono usati i simboli dell'Alto Egitto e del Basso Egitto ad indicare solennemente il titolo di re dell'alto e basso Egitto.
Per indicare l'Alto Egitto si usava il simbolo della pianta “swt”, mentre per il Basso Egitto il simbolo era l'ape “bit”.
Il geroglifico che precede questo titolo è formato da una pianta ed un'ape sopra due panetti d'oro, come ben si può vedere nella foto N.4, la sua lettura è nisut-bity seguito dall'appellativo del sovrano. Ogni volta che si incontrerà questo segno sapremo che ci troviamo davanti ad un nome di un sovrano

GEROGLIFICO INTRODUCENTE IL NOME NISUT-BITY

Nisut-bity
Questo penultimo appellativo è racchiuso nel cartiglio, un determinativo che gli egizi chiamavano “snm” circondare, e l'idea è quella di rappresentare il re nel ruolo di – tutto quello che è circondato dal sole -. In questo titolo c'è l'appellativo che il sovrano sceglieva all'atto dell'incoronazione.

IL QUINTO TITOLO

Anche questo racchiuso in un cartiglio ed era di solito il nome che il re aveva prima di ascendere al trono, l'equivalente del nostro nome di famiglia. E' l'unico che viene solo trascritto, la vera pronuncia non la sapremo mai. Viene introdotto dal segno “ figlio di Ra

GEROGLIFICO INTRODUCENTE IL NOME FIGLIO DI RA

Figlio di ra
E' importante notare come i cinque nomi non sono presenti in tutta la storia dinastica, ma si troveranno al completo Nel Medio Regno.
La serie quando la si incontra completa constaterà di cinque nomi, ognuno dei quali rappresenta una dedica differente e costituisce in maniera peculiare un aspetto della cultura egizia che non si riscontra nei paesi limitrofi nella definizione del sovrano.
Il lettore che mi ha seguito, spero, fin qui avrà notato che non ho mai usato il termine “faraone”, perché il vocabolo è un anacronismo se usato per i sovrani antecedenti alla XXVIII dinastia e non esiste testimonianza del suo uso al plurale.
Nell'antico Regno nell'originale egiziano il termine è “Pr 'o” sta a significare “Grande Casa” e veniva usato in molte frasi che chiaramente si riferivano al palazzo, ma non alla persona del re. Questa denominazione si è tramutata nell'ebraico "par'ooh" e, da qui, nel greco "pharaò" e, poi, nel latino tardo Pharao e nell'italiano Faraone.
Gli egiziani chiamavano il loro re con una parola che indica sovrano, ma che deriva da padre, oppure “mio signore” o ancora “sua maestà”.
Alla fine della descrizione e sulle probabili motivazioni che hanno prodotto questo elaborato protocollo reale propongo la bellissima titolatura della Regina Hatshepsut che regnò, seppur donna, da grande sovrano.

TITOLATURA DELLA REGINA HATSHEPSUT

 

Bibliografia:
Gardiner- Egyptian Grammar
Gardiner- Civiltà Egizia
Pernigotti -Leggere i geroglifici

a cura di Nebty

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