
Sethi I

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MENMA'ATRA'
"Toro possente che è stato incoronato a Tebe e ravviva le Due Terre”:
Era
questo l’altisonante nome di Horo che il re Sethi I scelse al momento
dell’incoronazione, quando nel 1290 a.C. ereditò lo scettro dell’impero del
defunto Ramesse I. Sethi I, che aveva retto il paese insieme con il padre
durante una correggenza di poco meno di due
anni, all'epoca della sua ascesa al trono era ormai un uomo maturo, nel pieno
del vigore fisico, sposato con la dama Tuy (o Tuya), figlia di un tenente
generale di carriera, e padre del futuro erede al trono, il giovane
Ramesse II . Il nuovo sovrano dimostrò di
avere idee chiare e precise per quanto riguardava la sorte del suo popolo. Sethi
I sognava di riportare l'Egitto alla potenza e alla stabilità di un tempo,
cancellando gli eventi legati alla parentesi del periodo amarniano. La sua
attenzione, infatti, fu rivolta alla ricerca di una strategia politica che non
facesse precipitare nuovamente la monarchia nel baratro dell'egemonia religiosa,
come si era verificata durante il regno di Akhenaton.
Per evitare che questo accadesse ancora, il re proseguì la politica di
equilibrio del potere inaugurata dal padre Ramesse I all'inizio della XIX
dinastia, continuando anche l'opera di restauro e di rifondazione dei templi e
dello stato. L'Egitto trovò così in Sethi I un sovrano determinato, con le idee
ben chiare e che nutriva grandi propositi per il suo paese. Analizzando i nomi
che costituivano la titolatura reale del faraone si può cogliere il nuovo
indirizzo politico. Epiteti e titoli, infatti, esprimevano una sorta di sintesi
programmatica, che andava dalla politica interna a quella estera, ma soprattutto
equilibravano il potere di Amon con quello degli altri dei del pantheon egizio:
per esempio, il suo prenome Men-Maat-Ra, che significa "Che sia stabile la Maat
di Ra", era accompagnato dall'epiteto "Sovrano di Tebe" che veniva alternato a
quello di "Sovrano di Heliopolis". Anche il nome Sethi che significa "Quello di
Seth", e che promuoveva il culto del dio Seth della città di Avaris - da cui
probabilmente proveniva la famiglia del re - era accompagnato dall'appellativo
"Amato da Ptah" che si alternava a quello di "Amato da Amon". Durante il regno
di Ramesse Iil futuro faraone Sethi non solo era stato coreggente ma anche
comandante in capo dell'esercito, incaricato della sicurezza dei confini. E
ancora una volta è proprio uno dei cinque nomi della titolatura reale,
esattamente quello di nebty, a esprimere le intenzioni militari del
faraone. Sethi I infatti era "Quello della rinascita, il cui forte braccio
respinge i Nove Archi", ma anche il nome di Horus d'oro era significativo perché
indicava che il re era "Quello dal sorgere radioso, i cui archi vincono tutti i
paesi". Con il termine "Nove Archi' gli Egizi indicavano i nemici tradizionali
dell'impero: i Nubiani, i Libici, gli Asiatici, gli Hittiti e la popolazione di
Mitanni. Tra i nemici storici dei faraoni comparvero anche i Tjehenu, una tribù
libica del Deserto Occidentale, e gli Erkheye, che indicavano gli Egizi del
Nord, sconfitti in epoca arcaica dai Meridionali d'Egitto. In seguito però il
termine indicò tutti i prigionieri catturati. Lo stesso dio guerriero Amon
veniva spesso rappresentato nell'atto di calpestare i "Nove Archi". L'arco,
inoltre, era il simbolo per eccellenza dei guerriero e, insieme con le frecce,
non solo era stato una delle prime armi usate dagli uomini ma presto era
divenuto attributo divino e simbolo di guerra e allo stesso tempo il geroglifico
con cui si scriveva la parola "stirpe" (in egizio "pedhu"). Se il re non
ebbe nel corso dei suoi anni di regno l'occasione per sottomettere nel vero
senso della parola i "Nove Archi", si dedicò con attenzione a frenare le genti
straniere che si ribellarono al suo potere o che minacciavano di farlo. Il primo
popolo ad assaggiare le sue doti guerriere fu quello della Nubia, dove Sethi I
guidò personalmente l'esercito contro l'Irem, una località dell'Alta Nubia che
secondo alcuni storici corrisponderebbe all'antica Yam (la regione di Kerma o
dell'area di Dongola) mentre per altri, invece, si troverebbe nell'odierna
regione fra l'Eritrea e l'Etiopia. Le genti di questa parte di Nubia si
ribellarono al potere egizio e Sethi I rispose agli insorti sferrando un attacco
nell'ottavo anno di regno. La vittoria delle truppe del faraone consolidò il
controllo del territorio da parte degli Egizi e, deposte le armi, Sethi I fece
impugnare ai suoi sudditi gli strumenti per realizzare imponenti edifici, capaci
di dimostrare ancora una volta la potenza della corona. Tra le opere
architettoniche realizzate in Nubia sorsero in questo periodo la sala ipostila
all'interno del tempio di Napata e diversi monumenti a Buhen, Aksha, Kuban e
Philae. |