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Sethi I
MENMA'ATRA'
XIX Dinastia 1306-1290 a.C.

"Toro possente che è stato incoronato a Tebe
e ravviva le Due Terre”:
Era
questo l’altisonante nome di Horo che il re Sethi I scelse al momento
dell’incoronazione, quando nel 1290 a.C. ereditò lo scettro dell’impero del
defunto Ramses I.
Sethi I, che aveva retto il paese insieme con il padre
durante una correggenza di poco meno di due
anni, all'epoca della sua ascesa al trono era ormai un uomo maturo, nel pieno
del vigore fisico, sposato con la dama Tuy (o Tuya), figlia di un tenente
generale di carriera, e padre del futuro erede al trono, il giovane
Ramesse II .
Il nuovo sovrano dimostrò di
avere idee chiare e precise per quanto riguardava la sorte del suo popolo.
Sethi
I sognava di riportare l'Egitto alla potenza e alla stabilità di un tempo,
cancellando gli eventi legati alla parentesi del periodo amarniano. La sua
attenzione, infatti, fu rivolta alla ricerca di una strategia politica che non
facesse precipitare nuovamente la monarchia nel baratro dell'egemonia religiosa,
come si era verificata durante il regno di Akhenaton.
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Per evitare che questo accadesse ancora, il re proseguì la politica di
equilibrio del potere inaugurata dal padre Ramses I all'inizio della XIX
dinastia, continuando anche l'opera di restauro e di rifondazione dei templi e
dello stato.
L'Egitto trovò così in Sethi I un sovrano determinato, con le idee
ben chiare e che nutriva grandi propositi per il suo paese. Analizzando i nomi
che costituivano la titolatura reale del faraone si può cogliere il nuovo
indirizzo politico. Epiteti e titoli, infatti, esprimevano una sorta di sintesi
programmatica, che andava dalla politica interna a quella estera, ma soprattutto
equilibravano il potere di Amon con quello degli altri dei del pantheon egizio:
per esempio, il suo prenome Men-Maat-Ra, che significa "Che sia stabile la Maat
di Ra", era accompagnato dall'epiteto "Sovrano di Tebe" che veniva alternato a
quello di "Sovrano di Heliopolis". Anche il nome Sethi che significa "Quello di
Seth", e che promuoveva il culto del dio Seth della città di Avaris - da cui
probabilmente proveniva la famiglia del re - era accompagnato dall'appellativo
"Amato da Ptah" che si alternava a quello di "Amato da Amon".
Durante il regno
di Ramses I il futuro faraone Sethi non solo era stato coreggente ma anche
comandante in capo dell'esercito, incaricato della sicurezza dei confini. E
ancora una volta è proprio uno dei cinque nomi della titolatura reale,
esattamente quello di nebty, a esprimere le intenzioni militari del
faraone.
Sethi I infatti era "Quello della rinascita, il cui forte braccio
respinge i Nove Archi", ma anche il nome di Horus d'oro era significativo perché
indicava che il re era "Quello dal sorgere radioso, i cui archi vincono tutti i
paesi".
Con il termine "Nove Archi' gli Egizi indicavano i nemici tradizionali
dell'impero: i Nubiani, i Libici, gli Asiatici, gli Hittiti e la popolazione di
Mitanni.
Tra i nemici storici dei faraoni comparvero anche i Tjehenu, una tribù
libica del Deserto Occidentale, e gli Erkheye, che indicavano gli Egizi del
Nord, sconfitti in epoca arcaica dai Meridionali d'Egitto.
In seguito però il
termine indicò tutti i prigionieri catturati. Lo stesso dio guerriero Amon
veniva spesso rappresentato nell'atto di calpestare i "Nove Archi". L'arco,
inoltre, era il simbolo per eccellenza dei guerriero e, insieme con le frecce,
non solo era stato una delle prime armi usate dagli uomini ma presto era
divenuto attributo divino e simbolo di guerra e allo stesso tempo il geroglifico
con cui si scriveva la parola "stirpe" (in egizio "pedhu").
Se il re non
ebbe nel corso dei suoi anni di regno l'occasione per sottomettere nel vero
senso della parola i "Nove Archi", si dedicò con attenzione a frenare le genti
straniere che si ribellarono al suo potere o che minacciavano di farlo.
Il primo
popolo ad assaggiare le sue doti guerriere fu quello della Nubia, dove Sethi I
guidò personalmente l'esercito contro l'Irem, una località dell'Alta Nubia che
secondo alcuni storici corrisponderebbe all'antica Yam (la regione di Kerma o
dell'area di Dongola) mentre per altri, invece, si troverebbe nell'odierna
regione fra l'Eritrea e l'Etiopia.
Le genti di questa parte di Nubia si
ribellarono al potere egizio e Sethi I rispose agli insorti sferrando un attacco
nell'ottavo anno di regno. La vittoria delle truppe del faraone consolidò il
controllo del territorio da parte degli Egizi e, deposte le armi, Sethi I fece
impugnare ai suoi sudditi gli strumenti per realizzare imponenti edifici, capaci
di dimostrare ancora una volta la potenza della corona. Tra le opere
architettoniche realizzate in Nubia sorsero in questo periodo la sala ipostila
all'interno del tempio di Napata e diversi monumenti a Buhen, Aksha, Kuban e
Philae.
Ma fu l'Asia a preoccupare il sovrano; infatti i soldati egizi dovettero
sostenere ben quattro campagne militari, immortalate successivamente sulla
parete esterna del muro nord della grande sala a colonne di
Karnak, costruita da Sethi I nella sua parte nord; il figlio Ramses II la
porterà a termine costruendo la parte sud.
Era necessario che il faraone rafforzasse i confini dell'impero e per questo,
nei primi anni di regno, le truppe furono impegnate a contrastare eserciti
stranieri, arrivando a spingersi fino oltre la città di Qadesh, in Siria.
In
questo modo il re riprese il controllo dei territori del Levante, infondendo un
certo timore negli Hittiti, il cui re Muwattalis non ritenne opportuno fermare
l'avanzata del faraone, ma preferì firmare un trattato di pace aspettando un
momento migliore per contrattaccare. In Asia il re non si dedicò esclusivamente
alla guerra ma rilanciò anche l'economia, con grande vantaggio per il paese che
poté contare sullo sfruttamento di nuove miniere, soprattutto nel Deserto
Orientale, in aree come Wadi Miah, Wadi Abbad e Wadi Allaqi, ove il re facilitò
il compito dei suoi uomini con lo scavo di nuovi pozzi d'acqua. Sethi I,
sistemata la questione dei confini dell'impero, si dedicò anche alla
realizzazione di grandi opere architettoniche. Dopo aver fatto ricostruire il
tempio di Heliopolis, andato in rovina nel corso degli anni, diede ordine di
iniziare la costruzione della grande sala ipostila di Karnak, ai lati del
colonnato di Amenhotep III, e il suo tempio funerario di Qurnah,
a Tebe Ovest. Il faraone regalò all'Egitto uno dei monumenti più belli della
storia, il grande tempio di Abydos, divenuto una delle mete
preferite dai turisti grazie all'ottimo stato di conservazione di parte delle
strutture architettoniche e dei rilievi parietali. La costruzione di questo
edificio sacro rientrava nella politica di equilibrio voluta dal re per evitare
che il paese si trovasse nuovamente nelle mani del possente clero di Amon,
pericoloso per la stabilità dell'impero. Questo grande edificio infatti era
dedicato alla triade di Abydos costituita da Osiris, Isis e Horo e alle
principali divinità adorate nei tre maggiori centri politici dell'Egitto. Questi
dei erano Amon per la città di Tebe, Ptah per Menfi e Ra-Harakhte per Heliopolis.
Il tempio di Abydos presentava una struttura simile a quella dei tem~pli
classici ma moltiplicata per sette santuari, l'ultimo dei quali era dedicato al
culto dello stesso Sethi divinizzato. L'edificio presenta la "Tavola
di Abydos" un importante strumento di conoscenza che ha consentito agli
studiosi di ricostruire la cronologia dei faraoni che si sono succeduti al
trono. Il prezioso documento storico si trova inciso in un rilievo in cui il re
è stato immortalato a fianco del figlio, il principe Ramesse II, mentre offre
incenso ai 76 faraoni che regnarono sull'Egitto fin dall'inizio della sua
storia, da Menes fino allo stesso Sethi.
In questa lista si nota l'assenza dei sovrani che scelsero Amarna come capitale
e della regina Hatshepsut, forse considerata
un'usurpatrice. Anche il cenotafio di Sethi I ha un importante significato per
il messaggio simbolico e religioso legato alla sua costruzione. Questo monumento
si chiama Osireion e presenta un carattere simbolicamente cosmologico perché il
faraone voleva che rappresentasse il tumulo primordiale da cui nacque il mondo.
Perciò, l'Osireion presenta una struttura sotterranea sulla cui sommità si
trovano enormi pilastri monoliticí in granito rosa che racchiudono all'interno
una sala circondata d'acqua, che ricordava quella primordiale che lambiva il
tumulo da cui tutto ebbe origine. Tramite questo monumento Sethi I si collegava
a Osiris, perché sulla collina sacra probabilmente i sudditi del re coltivavano
l'orzo, la cui crescita simboleggiava la resurrezione del dio (ucciso dal
fratello) nell'aldilà. L'Osireion comprendeva anche una sala a forma di
sarcofago e un soffitto astronomico con la dea Nut e testi
incisi sulle pareti che presentavano le istruzioni per la costruzione di un
orologio solare. Nell'odierna Tell el Daba, dove sorgeva l'antica città di
Avaris, Sethi I fece costruire un palazzo d'estate, celebre per la sua fabbrica
di piastrelle policrome; inoltre il re scelse come residenza reale la città di
Menfi, rinforzando così i rapporti con la zona del Delta di cui era originario.
Alla sua morte, grazie alla delicata politica di equilibri che non aveva
privilegiato alcuna parte dell'Egitto rispetto alle altre (così come, in ambito
religioso, non aveva portato alla venerazione di alcuna divinità in particolare) Sethi I poté consegnare al figlio Ramesse II un paese forte, prospero e
soprattutto privo di tensioni politiche e religiose.
La mummia
Clicca sulle foto per ingrandirle
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Il volto di Sethi I nel particolare della statua colossale di alabastro
rinvenuta a Karnak |

Un bassorilievo del tempio funerario ad Abydos. Sethi I porta offerte al dio
Osiris-Atum |

La dea Hathor consegna la collana magica (mènat) a Sethi, raffigurazione
ritrovata nella tomba |

Un bassorilievo della sala ipostila di Karnak che raffigura i prigionieri
del faraone |

Il colonnato del tempio funerario di Sethi I a Qurnah nei pressi di Tebe |

Il portico del tempio di Abydos |

Bassorilievo in cui il faraone incontra Amon tempio di Abydos |

Scene riturali sulle pareti del santuario di Osiris nel tempio funerario ad
Abydos |

La galleria "della lista reale" con l'elenco dei 76 faraoni del passato,
tempio di Abydos |

Il soffitto astronomico nella sala del sarcofago della tomba di SethiI nella
Valle dei Re. Raffigura stelle e costellazioni |
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