ARCHEOLOGIA ANTICO EGITTO
Saqqara
La necropoli
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Saqqara: necropoli


La zona archeologica di Saqqara comprende varie necropoli e monumenti funerari, il più importante dei quali è il complesso del faraone Djoser con la piramide a gradoni.

Addossato alla Piramide di Dioser si trova il "serdab", piccolo ambiente chiuso su tutti i lati, contenente la statua del defunto che comunicava con l'esterno attraverso due fori praticati all'altezza degli occhi.

La parte più antica della zona di Saqqara, nel settore nord, comprende tombe reali della I dinastia e varie sepolture della II.

L’importanza che l’area assume come necropoli reale durante la III dinastia diminuisce nel periodo successivo, quando Giza acquista una posizione di primo piano.

Alla fine della V dinastia, con il faraone Unas, riprende la costruzione di piramidi reali ricche di mastabe che conferiscono alla necropoli quel carattere monumentale che ancora oggi la distingue.

Sino al Nuovo Regno, non si riscontrano costruzioni particolari; con la XVIII dinastia Saqqara torna ad essere luogo di sepoltura per gli alti rappresentanti dello Stato.

Da ricordare la tomba del generale Horemheb con splendidi bassorilievi.

Il valore di Saqqara è attestato dai numerosi lavori di restauro e di ricostruzione degli antichi monumenti effettuati durante la XIX Dinastia.

Nel periodo successivo l’interesse per la conservazione della necropoli reale va scemando, alcuni templi vengono persino utilizzati come cave di materiale per altre costruzioni.

Durante la XVIII dinastia ha inizio la costruzione del cimitero dei tori sacri Apis, il Serapeum, un insieme di gallerie sotterranee nelle quali sono allineati gli imponenti sarcofagi di granito degli animali.

Durante la XXX dinastia e sotto i Tolomei, le necropoli di Saqqara si trasformano in un insieme monumentale che affianca agli edifici religiosi e funerari quelli amministrativi: abitazioni per i sacerdoti, scuole, un mercato e un sanatorio.

Alle testimonianze di età ellenistico-romana si aggiungono quelle di epoca copta che, con il convento di S. Geremia, concludono la storia del sito.

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