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Durante l'anarchia libica (VIII secolo), i capi
dei Libu e dei Mashawash unificarono intorno a Sais i
nomoi del Delta occidentale, mentre il
resto del Paese rimaneva diviso. Questo territorio, vasto e compatto,
addossato alla Libia e al Mediterraneo, era in grado di reclutare
rinforzi stranieri (Libici, e successivamente Greci) per contrastare gli
assalti dei conquistatori venuti da lontano, Etiopi o Assiri.
Con Tefnakht e Boccoris (XXIV dinastia), poi con i primi e oscuri
rappresentanti della XXVI dinastia, questo regno, tra il 730 e il 665,
ostacolò le imprese degli Etiopi fino al punto di contendere loro Menfi.
Nella memoria verrà conservato il ricordo del saggio Boccoris, di
Nechepsos, che si vuole esperto di astrologia, e di Nechao I, morto in
battaglia.
Psammetico I, figlio di Nechao, riunificherà l'Egitto nel 656. Da
dinastia regionale che era, la XXVI diviene l'unica dinastia nazionale.
Fedeli al loro centro, i suoi membri costruiranno le proprie tombe a
Sais, e Neith, loro patrona diviene una figura dominante del pantheon
reale. La vera capitale si fissa a Menfi, ma si parla di un "epoca
saitica" per caratterizzare il regime e la cultura del tempo in cui
regnarono gli Psammetico, i Nechao, Apries e Amasis (664-625).
Periodi di pace, di prosperità economica, di belle prestazioni
artistiche in cui l'innovazione si insinua in un modello arcaicizzante.
Il "rinascimento saitico" vede l'Egitto prendere il suo posto in un
nuovo ambito internazionale: impiego di ausiliari ebrei, di armatori
fenici, vocazione marittima e scambi con le città greche. Confronti con
i Kushiti e con i Babilonesi, una lunga lotta grazie alla quale anche se
il Faraone non può durevolmente espandersi in Asia riesce a conservare
la terra d'Egitto inviolata e prestigiosa.
I Persiani abbatteranno questa casata di Sais soltanto con l'effetto di
una forza militare superiore, ma i primi faraoni iraniani, proclamati
figli di Neith, manterranno le forme sacrali e la ricchezza ereditata
dai Saiti.
Nel V secolo, un uomo di Sais, Amyrteos, condurrà la rivolta contro i
Persiani, e un secondo Amyrteos fomerà la XXIX dinastia (404-398). |
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