ARCHEOLOGIA ANTICO EGITTO
GLI ARCHEOLOGI
LA SCOPERTA DELLA
TOMBA DI TUIA E YUYA

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La maschera funeraria di Tuya
La maschera
funeraria di Tuya

Si tratta del giogo di un elegante cocchio da parata laminato d'oro, di un bastone di comando e di uno scarabeo in pietra ricoperto d'oro.

L'indomani gli operai svuotano rapidamente il resto della rampa e liberano l'ingresso murato; all'arrivo di Maspero e Davis si abbatte il muro in modo da poter penetrare nel corridoio in pendenza. Alla luce tremolante delle candele appare una ghirlanda di fiori e una parrucca, un papiro e un pacchetto di cipolle.

In fondo al corridoio il gruppo trova la strada sbarrata da una seconda porta murata, con il sigillo della necropoli. Allargato il foro, aperto secoli prima dai saccheggiatori, Maspero, Davis e Weigall penetrano nella tomba.


La scoperta è una delle più clamorose fatte nella Valle. Maspero individua infatti i nomi dei proprietari: si tratta di Yuya e della moglie Tuya.  La piccola tomba consiste in una sola camera, ma all'interno vi sono i due sposi e il loro corredo funerario.

La sepoltura sembra chiusa da poco, con il suo pavimento cosparso di fine sabbia dorata, messa a scopo rituale. i defunti, infatti, sono spesso chiamati "coloro che giacciono sopra la loro sabbia"
Le varie casse antropoidi, racchiuse le une nelle altre, e tutte dorate sono scoperchiate, ma le mummie sono ancora lì.  E sono anche fra le più belle che si siano mai viste: l'aria serena dei loro volti, i capelli e persino la barba di Yuya fanno pensare a due persone che si sono appena addormentate.

Quibell, cui si deve in realtà la scoperta, vede la tomba solo due giorni dopo.  d è proprio lui a iniziare il paziente lavoro di registrazione e svuotamento della tomba, anche se tutto deve esser fatto in fretta per evitare i soliti furti.  Quibell si avvale dell'aiuto di vari colleghi che si trovano nell'area: Edward Ayrton viene da Deir el Bahari, Smith si offre di disegnare i ritratti delle due mummie, Carter verrà assunto più tardi da Davis per disegnare i più bei reperti, il conte Malvezzi de Medici rappresenta la spedizione italiana che lavora a Deir el Medina.

Il lavoro termina in sole tre settimane.
Fra i molti oggetti ritrovati possiamo ricordare una splendida sedia, i lussuosi vasi canopici, i magnifici scrigni per gioielli di Amenhotep III, un elegante cocchio da parata, adatto a uno dei titoli di Yuya, che era Comandante dei Carri Reali e Gran Maestro dei Cavalli.

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