ARCHEOLOGIA ANTICO EGITTO
GLI ARCHEOLOGI
LA SCOPERTA DELLA
TOMBA DI TUIA E YUYA

PRIMA PARTE - SECONDA PARTE
Sostieni Archeologia Antico Egitto
Cerca nel sito Collabora con noi Tra Storia e Mito
Scoperta tomba Yuya e Tuia



Tuia
Tuia

Yuya
Yuya

Gli ultimi faraoni Ramessidi lasciarono le loro tombe nella Valle dei Re come avevano lasciato l'Egitto, abbandonate a se stesse e alle razzie dei soldati-predoni che avrebbero dovuto proteggerle.

Quei sovrani che permisero al paese del Nilo di scivolare nel disordine pagarono la propria debolezza con ciò che più terrorizzava gli Egizi: la profanazione del sepolcro. Le loro tombe, a causa dei disordini che non ebbero la forza di evitare, furono quelle profanate talmente a fondo da rimanere completamente aperte per millenni, e così furono ritrovate dai primi viaggiatori occidentali: lunghe gallerie che portavano in sale desolatamente vuote.

I saccheggi colpirono ovviamente le tombe dei faraoni, mentre quelle meno importanti si salvarono.  E' ovvio che personaggi minori avevano più possibilità di salvare la propria tomba.

E' il caso di Yuya e Tuia
Tutto iniziò nella Valle dei Re, un giorno del 1360 a.C. quando una piccola tomba fu riaperta e la nobile dama Tuia deposta accanto al marito, Yuya, che vi si trovava da alcuni anni, il sepolcro venne poi sigillato nuovamente.

Poco tempo dopo i ladri aprirono dei passaggi nelle porte murate e prelevarono alcuni oggetti, solo ciò che poteva essere trasportato e nascosto facilmente: è ancora la XVIII dinastia, un'epoca in cui i faraoni erano forti e i ladri li temevano.

Circa due secoli, regnava Ramesse XI l'ultimo faraone con questo nome, l'Egitto diventò debole e i controlli meno efficaci; i ladri penetrano una seconda volta nella tomba, questa volta con più impudenza. I coperchi delle casse antropoidi furono gettati di lato e le mummie esposte per essere spogliate dei gioielli; il furto si limita a pochi oggetti. Fortunatamente il corpo di guardia della necropoli vegliava ancora, il furto fu scoperto e la tomba  nuovamente rimessa in ordine, sigillata e nascosta definitivamente.

La tomba fu dimenticata.
Nel frattempo Ramesse XI, ritiratosi nel Delta, dovette assistere impotente alle razzie delle tombe reali perpetrate probabilmente dalle truppe nubiane di Panehesy, che avrebbero dovuto assicurare la pace nella regione.

I millenni scorrono via sino al 1904 d.C. quando James Quibell divenne sovrintendente degli scavi a Tebe. Uno dei suoi primi obiettivi è la Valle dei Re, ma non più per la ricerca di tesori, bensì per perfezionare la conoscenza della storia dell'area.  L'archeologo dà così il via all'opera di scavo in una zona fra le tombe di un figlio di Ramesse III e quella di Ramesse XI.

L'area è secondo lui poco promettente, tuttavia, dato che è ancora sconosciuta, pensa che sarebbe opportuno arrivare sino allo strato roccioso.  Questo è infatti ricoperto da schegge che formano un enorme banco alto nove metri, resti dei detriti di scavo della vicina tomba di Ramesse XI.

Sotto quelle schegge si cela una sorpresa, che però sfugge di mano a Quibell per "l'incompatibilità di carattere"; egli deve infatti lavorare accanto a Davis, il ricco americano che notoriamente persegue la caccia al tesoro.
 L'archeologo non sopporta a lungo né la vicinanza del "mercante", né l'idea che il proprio buon nome possa essere infangato dalla cattiva fama di Davis.  Chiede dunque all'allora sovrintendente Maspero di essere trasferito.

Quibell viene sostituito da Arthur Weigall, che continua i lavori già avviati, così, dopo pochi giorni, gli operai giungono all'orlo di una rampa e, dopo altri sette giorni di scavo, arrivano a una porta murata: è l'11 febbraio. Quibell è ormai lontano ed è dunque Weigall a presenziare alla scoperta.
Insieme a Weigall solo il Reis e il suo bambino e, mentre fuori Davis e le guardie attendono impazienti , i tre si introducono nell'ingresso della tomba attraverso un foro nella porta murata.


Il passaggio è troppo stretto per gli adulti, e dunque tocca al bimbo passarvi attraverso. Questi, appeso al tessuto del turbante del padre che lo cala nel vuoto, scoppia in lacrime forse spaventato dal buio, ma poi la curiosità ha il sopravvento e, toccato il pavimento del corridoio, si precipita sui primi oggetti che vede e, obbedendo alle istruzioni ricevute, li raccoglie.

PRIMA PARTE - SECONDA PARTE


ARCHEOLOGIA ANTICO EGITTO STORIA DELL'ARCHEOLOGIA ANTICO EGITTO DI ISIDE