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L'impresa più memorabile di Ramses fu la battaglia di Qadesh
contro gli Ittiti. Di ritorno dalla campagna militare, il faraone ne fece
scolpire le scene sui muri del Ramesseo (a
Tebe Ovest),ad Abu Simbel,a
Karnak e a Luxor.
Immense rappresentazioni raffigurano i guerrieri, l'accampamento
egiziano, lo scontro, gli avversari fatti schiavi e soprattutto
Ramses,
mentre da solo mette in fuga il nemico.
Della battaglia abbiamo anche due
resoconti,il più importante dei quali, il Poema di Pentaur accompagna
le scene narrate nei templi.
La cronaca secondo gli egizi
1275 avanti Cristo,fine del mese di aprile.
Il faraone, marcia verso
la valle del fiume Oronte per conquistare la città di Qadesh,una
delle principali roccaforti ittite in Siria.
E' alla testa di 20mila uomini
e 200 carri, divisi in quattro armate che hanno nome di dei: Amon,
Ptah,
Ra e Seth.
Il motivo del contendere sono i territori della Siria del Nord,l'avversario
il sovrano Muwatallish,capo di una coalizione che conta 10mila soldati
di fanteria e oltre 3500 carri da guerra.
Nei pressi del fiume Oronte, le
guardie del faraone catturano due uomini che dicono di essere disertori
dell'esercito ittita e di avere informazioni utili per gli Egiziani.
Portati
al cospetto di Ramses gli "confessano" che Muwatallish e i suoi soldati
sono molto lontani, e che il faraone non avrebbe corso alcun rischio ad
attaccare.
Certo ormai che la conquista di Qadesh sarebbe stata semplicissima, Ramses
parte senza aspettare il resto dell'esercito, e alla testa della sola armata
Amon si dirige verso la piana antistante Qadesh dove fa accampare gli uomini. Solo
quando le sue guardie catturano due nemici in avanscoperta, si rende conto
di essere caduto in un tranello.
Ma è troppo tardi.
L'esercito ittita,nascosto
dietro la città fortificata, attacca improvvisamente. Presa alla
sprovvista, la fanteria del faraone fugge e solo Ramses, alla testa delle
sue fedeli guardie del corpo, cerca di arginare l'avanzata degli Ittiti.
"C'è riuscito grazie a due fortunati"imprevisti".
Innanzitutto la furia ittita che comincia a scemare. Conquistato
l'accampamento egiziano, infatti gli Ittiti preferiscono lanciarsi al saccheggio
di ciò che i nemici hanno lasciato nella fuga piuttosto che restare
concentrati in difesa.
Il "colpo di grazia" è l'arrivo di un contingente
egiziano che da man forte al faraone e alle guardie.
A questo punto le
sorti del combattimento si capovolgono:da una facile vittoria,gli Ittiti
si ritrovano in difficoltà.
Al tramonto si sospendono le ostilità,
ma durante la notte altri reggimenti egizi raggiungono il faraone. Il mattino
dopo,una serie di valorose cariche dell'esercito egizio costringe il re
ittita a chiedere un armistizio.
E' probabile però che le cose siano andate un po' diversamente:Muwatallish
perde molti dei suoi carri (più numerosi ma più pesanti e
difficili da manovrare dei leggeri carri egizi da guerra),ma mantiene intatta
la fanteria che non viene lanciata nella mischia.
A Ramses,invece, l'attacco a sorpresa delle truppe ittite costa
l'annientamento di almeno uno dei suoi quattro reggimenti.
Il risultato
è stato quindi un pareggio,che costringe Ramses a rinunciare alla
conquista di Qadesh.
Ma la sua abilità propagandistica riesce a trasformare
una disfatta evitata per un pelo nell'impresa eroica di un grande condottiero.
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