|
|
 |
|
|

Un flagello che devastò l’Europa, riducendone di quarto la popolazione.
Fu la più grande calamità della storia umana, solo in Europa circa 25
milioni di persone persero la vita nel giro di quattro anni (1347-1351).
Probabilmente questa ecatombe è stata originata dai batteri, di cui
erano portatrici le pulci che vivevano nel pelo di una specie di ratto
che viveva dovunque e le persone venivano contagiate o dal morso delle
pulci o dalle escrezioni di persone infette.
Per la popolazione questa calamità non costituiva altro che la punizione
divina per i peccati dell’umanità.
Sembra che il morbo sia scoppiato nell’Asia centrale e portato in Crimea
con le carovane dei mercanti, da lì per nave raggiunse il Mediterraneo e
dilagò spietatamente attraverso tutta l’Europa.
La vita si fermò, i campi non furono più coltivati, il bestiame lasciato
a se stesso.
I cadaveri gettati uno sull’altro erano lasciati sulle strade a
putrefare.
La vita nella città era bloccata, il contagio si diffondeva, l’aria era
contaminata da un odore insopportabile.
Soltanto poche città furono risparmiate, a Milano l’arcivescovo ordinò
che al primo caso di contagio arrivato vicino alla città, le prime tre
case infette fossero immediatamente murate con gli inquilini dentro, sia
che essi fossero vivi, malati o morti.
L’ordine fu rispettato e Milano si salvò.
Il vescovo aveva scoperto come fermare il propagarsi della pestilenza:
l’isolamento.
Ampie distese dell’odierna Polonia furono risparmiate proprio grazie ad
una quarantena imposta dalle autorità locali.
Papa Clemente VI, uno dei papi residenti ad Avignone si salvò,
ritirandosi in un appartamento privato dove rimase in completa
solitudine.
Il fuoco salvò un nobile d’Inghilterra, che spietatamente ordinò che
fosse dato alle fiamme un villaggio vicino alla sua residenza, quando
gli abitanti furono contagiati dalle peste.
Ma a parte questi rari casi, la peste fu un flagello per tutta l’Europa.
Dopo la peste nera, cambiarono radicalmente i rapporti tra servi e
padroni.
Con un quarto della popolazione in meno, i lavoratori potevano esigere
paghe più alte, mentre i proprietari terrieri furono costretti ad
abbassare i prezzi.
Le tensioni economiche sociali portarono spesso ad agitazioni tra le
classi meno agiate, che talvolta divennero vere e proprie sommosse.
Con il XVI secolo, il rapido aumento della popolazione significò il
ritorno a retribuzioni ancora più basse.
Iside
|
|