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Presso le piramidi di Giza, nel 1926, fu scoperta la tomba di
Iry, un medico che visse tra il 2270 e il 2100 a.C.
Su un'enorme stele di pietra calcarea, eretta in suo nome, i geroglifici lo
definiscono "oculista di corte".
Ma è il papiro Ebers, un trattato di medicina scritto settecento anni dopo la
morte di Iry la maggior fonte d'informazione sulla patologia oculistica.
I disturbi della vista erano gli stessi che ritroviamo ai giorni nostri: miopia,
strabismo, cataratta e congiuntivite. Chi aveva la vista debole veniva curato
con un miscuglio di miele, minio e liquido oculare di maiale, iniettato
nell'orecchio.
Un unguento composto di cervello di tartaruga era la cura per lo strabismo. Il
paziente, per far si che le cure fossero più efficaci, doveva ripetere per due
volte una formula magica:
"Ho eseguito le istruzioni e applicato l'unguento: il coccodrillo è debole". (Il
coccodrillo era uno degli animali responsabili del fenomeno dell'eclissi solare,
in quanto rubava l'occhio del sole).
Non ci sono pervenuti documenti che parlino di interventi chirurgici agli occhi.

Magia
e iniziazione nell'Egitto dei faraoni. L'universo dei simboli e degli dèi.
Spazio, tempo, magia e medicina
L'Antico Egitto oggi, come nel passato, rappresenta uno dei principali
poli d'attrazione dei nostri desideri e delle nostre proiezioni,
individuali o collettive. Dalla geografia mistica ai nove costituenti
dell'essere, dal legame ancora misterioso tra magia e medicina al simbolo
rappresentato dalla sfinge di Giza o alla tecnica per ricavare la polvere
di mummia, dal principio indefinibile di Maat all'ermetismo, poi alle
illuminazioni di Ekhnaton, dalle sette Haor a Iside, da Osiride a Horus,
dal simbolismo del tempio ai tre grandi curpus funerari, dal volo dello
scarabeo alla descrizione del rito iniziatico nella Grande Piramide...
René Lachaud ci introduce nel nucleo vibrante dell'anima di questo popolo
millenario, i cui resti continuano a stupirci e ad interrogarci, senza che
noi sappiamo veramente trasporle nella vita attuale. |
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