
I nomoi

| In epoca neolitica, le popolazioni nomadi, si stabilirono lungo il
Nilo
per praticare il giardinaggio, la pesca e la caccia. Con il tempo cominciarono a costruire dei villaggi e a dedicarsi alla coltivazione dei terreni circostanti. In seguito questi territori formarono dei piccoli principati che con il tempo si unirono in regni indipendenti. Successivamente, quando l'Alto e il Basso Egitto, vennero unificati, gli antichi territori divennero province, sia in senso economico, sia in senso agricolo. Chiamate nomi dai Greci e sepat dagli Egizi, avevano un loro capoluogo, una cittą (nyut) costruita sempre all'incrocio di pił strade maestre ( infatti il simbolo geroglifico rappresenta una croce inserita in un cerchio), un tempio del dio diventato divinitą tutelare della cittą (Het net "Castello di Dio"), un castello del nomarca (Heqa het), una sua insegna, feste locali, interdizioni rituali e alimentari (but). Durante l'Antico Regno, esistevano in tutto circa trentotto nomoi, pił tardi se ne ebbero venti nel Delta e ventidue in Alto Egitto. la fondazione di un nuovo nomos era sempre occasione di grandi festeggiamenti. Appositi confini delimitavano l'area amministrativa del nomarca e un nomos, di solito, si estendeva per soli 30-40 chilometri di lunghezza, disposti a cavallo del Nilo, se la zona della valle in cui sorgeva era stretta, altrimenti erano limitati dal fiume o dal deserto, se si trattava di una zona pił ampia. I confini dei nomoi variarono a seconda delle epoche, la suddivisione in nomoi rimase in vigore durante tutto il corso della storia egizia.
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