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Il
nome e il martellamento
Nell’Antico Egitto esistevano tre tipi di nome: “Il grande nome”, il “bel nome”
e il “soprannome”.
Il grande nome era una frase con un preciso significato spesso
religioso, il bel
nome era l’abbreviazione del grande nome usato familiarmente e alle volte non
era in relazione con il grande nome ma era un vero e proprio soprannome.
Il nome non era una semplice assegnazione, infatti, secondo la credenza
attraverso la sua conoscenza si poteva magicamente dominare la persona che
portava quel nome.
Motivo per cui quando si voleva annientare una persona, si sopprimeva il suo
nome martellandolo via dalle iscrizioni.
Questo maleficio era previsto sia per gli esseri viventi sia per i defunti.
Il martellamento del nome e a volte delle effigi dei faraoni destinati
all’oblio, erano spesso sostituiti con la titolatura del sovrano successivo.
Questo fece Tuthmosi III con la regina
Hatshepsut.
Quando furono restaurate le tradizioni religiose, non solo fu martellato il nome
di Akhenaton, ma furono smantellate anche le sue costruzioni.
La memoria di Tutankamon fu sostituita da
Horemeb, stessa sorte per Amenmesse
eliminato da Sethi II.
Due casi sono noti anche nelle divinità.
Amon che fu cancellato da Akhenaton e a partire dal IX secolo
Seth, considerato
soltanto un nemico degli dei e degli esseri umani poiché assassino di
Osiride. |
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