ARCHEOLOGIA ANTICO EGITTO
MUSEO EGIZIO TORINO

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Museo Egizio Torino










Museo Egizio di Torino
Varcare le soglie del Museo egizio è come varcare le soglie del tempo.

Lasciandosi alla spalle il caldo torrido e la vita frenetica si entra nella prima sala dello Statuario.
Immersi nel buio, fasci di luci soffuse che piovono dal soffitto, in sottofondo la musica del vento si viene accolti da due sfingi ai lati della sala.
Al fondo, imponente la statua di Sethi II, il rispetto che incute impone il chinare gli occhi per rendergli il dovuto riconoscimento.
Affiancato da due statue della dea Sekhmet, ti osserva, mentre cammini sfiorando il sacerdote Anen,.
Ai lati gli dei Hathor, Phat, Sekhmet proteggono le statue del Faraone Ramses II e di Horemheb.

Nella seconda sala Thutmosi III è affiancato da due statue della dea Sekhmet, che troviamo lungo tutta la sala, alcuni sarcofagi e una parte del tempio di Aton.
Al fondo il dio Amon con il faraone, periodo armaniano o successivo a Tutankhamon, l'iscrizione che fa riferimento a Horemheb sembra essere un'usurpazione.

Uscendo dalla sala si accede alla luce e al Tempietto di Ellesija, scendendo due rampe di scale ci ritroviamo in una vasta sala, dove possiamo ammirare alcuni dei più bei ritrovamenti degli scavi archeologici italiani.
Arredamenti appartenenti alla camera funeraria di Henib, dalle tombe di Uahka I e II, alcuni corredi da tombe private della zona di Asiut.
Poi imbarcazioni, vasellami, modellini sulla preparazione del pane, frammenti di sarcofagi, poggiatesta, cassette varie e vasetti per unguenti.
Splendidi i pezzi dei ritrovamenti fatti a Gebelein, vasi, utensili in rame, un bacile votivo, alcuni frammenti di papiro e varie statuette provenienti da Asiut.

Risalendo Sethi II ti accoglie nuovamente, uscendo dalle sale statuarie la dea Sekhmet è pronta ad accompagnarti al piano superiore.
Nella prima sala vari frammenti di steli, un gruppo di statue di coniugi, svariate bacheche con scarabei, amuleti e gioielli creati con tale maestria da far invidia ai migliori orafi.
Gli ornamenti per le mummie e i sarcofagi spiccano di azzurro intenso.
Nelle vetrine frammenti di stipiti ed architravi, molte le statuette, su tutte i vasi canopi con i quattro figli di Horus.
Nella sala centrale si trovano varie statue funerarie mummiformi, molti vasi canopi e pettorali d'ogni foggia per adornarne le mummie.
Lungo una parete sono raccolti alcuni papiri recanti i testi funerari del Libro dei Morti, possiamo vedere il "Tribunale di Osiride e "La coltivazione dei campi di Osiride".

L'altra parete ospita Testi dal "Libro dell'Amduat" ed alcuni papiri funerari, al centro i sarcofagi.
La perfezione dei dettagli, delle decorazioni, i colori vividi spiccano sul gruppo di tre sarcofagi con le mummie di tre sorelle Tapeni, Tama e Neferrenepet.
Alcune mummie sono esposte sbendate, in ottima conservazione tanto che in alcune è possibile vedere ancora i denti.

Avanzando verso la stanza successiva troviamo la ricostruzione in scala della tomba di Nefertari.
Perfetta, con il sarcofago tra quattro colonne decorate.
Due riproduzioni di dipinti delle tombe di Nefertari e di Amonherkhepshet completano il tutto.
Sulle pareti della sala, frammenti di lenzuola funerarie.
In una piccola nicchia vi è la "Tomba di ignoti", il sarcofago, la mummia e tutto quello che serviva per la vita nell'aldilà.

Più avanti la Cappella della tomba di Maia e la stele di Maia e di sua moglie Tamit, dipinta con colori brillanti rappresenta la coppia nell'atto di pregare Osiride e Hathor.
Segue la Tomba dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, scoperta inviolata nel 1906 da Ernesto Schiapparelli.
E' un tuffo nell'antichità, il sarcofago nero e oro, lenzuola di lino perfettamente piegate, cofani per la biancheria, il senet, verdura e carne salata mummificata, le vesti.
Tutto il necessario per scrivere, lisciatoi per papiro, tavolozze con pennelli, il cubito e non mancano gli oggetti cari ad una donna per farsi bella: trucchi, pettini e parrucche.
Una casa per l'aldilà, pronta ad accogliere per la vita eterna.

In un'altra sala sono esposte varie tuniche, gli attrezzi usati e le spiegazioni per la lavorazione del lino.
Nella stanza dei papiri, possiamo ammirare il Papiro Magico con alcune formule per le guarigioni.
Il Papiro Giuridico che riporta la trama per assassinare Ramses III e porre sul trono uno dei suoi figli.
Il famosissimo Papiro Erotico e Satirico.

La sala della "Vita Quotidiana" ospita scene della vita di tutti i giorni, dell'età saitica, Tolomeica e vari ritratti funerari di Età Romana.
Arriviamo nella "Stanza degli dei" una vetrina con varie statuette di Bastet, Sekhmet e Mahes con alcuni gatti mummificati, ovviamente non poteva mancare la parte dedicata al culto di Iside e Osiride.

Ma queste sono solo alcune delle meraviglie che il passato ci ha regalato.
Per descriverle tutte non basterebbero pagine su pagine.
Come non bastano poche ore per ammirare i reperti e la gloria di questa civiltà.

Articolo scritto durante l'ultima visita al vecchio Museo Egizio

Museo Egizio di Torino


Trovati nei sotterranei dell'Egizio di Torino i frammenti mancanti del "Papiro Reale"

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