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Il Cise svela tutti i segreti dell'antico Egitto (Imola)

Cinque gli incontri in programma
02/05/2008
Ci sono i misteri delle tombe di Giza al centro dei prossimi incontri del Cise, il Centro italiano di studi egittologici nato in città nel 2001.
Cinque gli incontri messi a punto per quest’anno per proseguire il viaggio alla scoperta dei misteri dell’antica terra dei Faraoni.
Protagonisti archeologici, docenti ed esperti di fama internazionale che presentano quasi sempre le loro ultime scoperte gli studi più recenti.


Il viaggio che il Cise propone quest’anno inizia il 9 maggio: nella Biblioteca comunale arriverà l’archeologo olandese Marten Raven (foto) per parlare delle recenti scoperte sulla tomba di un alto funzionario, Ptahemwia.


Il 23 maggio sarà la volta di Peter Der Manuelian, docente di egittologia alla Tufts university di Boston e curatore del Museo of fine arts della stessa città: parlerà della storia degli scavi condotti dagli americani nella zona delle piramidi di Giza, puntando l’attenzione soprattutto sull’applicazione delle nuove tecnologie.
 

Il 13 giugno l’archeologa poi Ana Tavares parlerà delle sue ultime ricerche sulla città della regina Khentkawes, sempre a Giza.
Questi primi incontri si terranno tutti in Biblioteca mentre gli ultimi due, in programma a settembre, si terranno nella Sala delle Stagioni di via Emilia 25.

Il 5 settembre il direttore dell’Istituto archeologico germanico del Cairo, Gunter Dreyer, parlerà delle più antiche tombe reali.

Infine, il 19 settembre, arriverà il direttore delle antichità di Luxor per parlare delle recenti scoperti al tempio di Karnak.

Gli incontri, in programma al venerdì, iniziano alle 18 e sono aperti a tutti.
L’obiettivo degli incontro è avvicinare anche il grande pubblico ai segreti di una grande e storica civiltà del passato. Il segretario del Cise Brune Landi sottolinea poi che «con queste conferenze si realizzza un po’ il sogno degli egiziani: quello di essere ricordati per l’eternità. Il nome era per questa civiltà depositario dell’essere della persona ed era loro desiderio che fosse ricordato e ripetuto».

Articolo tratto da Il nuovo diario messaggero


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