ANTICO EGITTO DI ISIDE
 

TRA STORIA E MITO ARCHEOLOGIA MADRE TERRA MAGIA E OCCULTISMO

MummificazioneMUMMIFICAZIONE

Il procedimento


Non esistono illustrazioni o iscrizioni che ci informino sul procedimento di mummificazione. La descrizione fatta da Erodoto sembra comunque piuttosto attendibile.

Egli descrive tre diversi tipi di mummificazione che avevano prezzi diversi:
Semplice lavaggio e purificazione, iniezione di liquidi corrosivi.

Gli imbalsamatori riempiono le loro siringhe di olio di cedro e ne ricolmano l’addome del morto, senza praticare alcuna incisione, iniettando semplicemente il liquido attraverso l’ano e assicurandosi che non esca.

In seguito imbalsamano il corpo per il numero di giorni prescritto. L’ultimo giorno, lasciano uscire l’olio che avevano iniettato: questo olio è così forte che porta via con sé tutte le interiora e gli intestini, cosicché alla fine non rimangono che la pelle e le ossa.

Mummificazione
Incisione ed estrazione degli organi

Prevedeva, attraverso l’incisione addominale, l’estrazione degli intestini, dello stomaco, del fegato e dei polmoni.

Si puliva l’addome sciacquandolo con vino di palma e spezie tostate, quindi lo si riempiva con mirra pura macinata, cassia e altre spezie. Le viscere estratte dal corpo del defunto venivano poi collocate in un cofanetto, diviso internamente in quattro parti con coperchi a forma di teste umane.

In seguito si usarono i vasi canopi che avevano sempre quattro teste.

Nel periodo dei Ramessidi, rappresentavano i quattro figli di Horus:

Daumutef,il vaso con la testa di sciacallo, conteneva lo stomaco.
Quebehsemuf, il falco, conservava gli intestini.
Ismet, il vaso con la testa umana, il fegato.
Hapy con la testa di babbuino i polmoni

I canopi erano spesso fatti di calcite e venivano collocati nelle tombe in un cofano apposito.

I reni, spesso considerati come sede delle emozioni, e il cuore, che serviva al defunto per essere giudicato, venivano ricollocati nel corpo svuotato. Anche il cervello era asportato tramite un’incisione praticata nel cranio o attraverso le narici per mezzo di uncini e veniva sostituito da una calotta di metallo.
Le viscere erano imbalsamate come il corpo e avvolte in bende separatamente.

Il corpo veniva poi sistemato sotto mucchi di natron asciutto. Il natron era un sale naturale che si trovava in abbondanza nel letto di un lago prosciugato nel Delta occidentale (l’odierno Wadi el-Natrun).
E’ composto essenzialmente di cloruro di sodio e contiene un’alta percentuale (17%) di bicarbonato di sodio indispensabile per la riuscita del procedimento. Questo sale assorbiva i liquidi del corpo che, dopo circa 70 giorni, diventava un solido guscio non più soggetto alla decomposizione.

Quando la mummia era pronta veniva purificata e i sacerdoti procedevano alla bendatura.
Si usavano bende di lino, spesso quelle che si aveva a disposizione in casa, mentre per i faraoni, i loro familiari e gli alti dignitari si usavano bende tessute appositamente.

Prima venivano bendati gli arti e le articolazioni e poi tutto il corpo, le braccia erano fasciate intorno al corpo e le gambe unite insieme. Mentre si collocavano i vari strati di lino, si inserivano anche gli amuleti in punti fissi e il sacerdote recitava le formule per assicurare l’efficacia del procedimento.

Spesso, finita la bendatura, si poneva una maschera sul volto del defunto, d’oro e d’argento per i re, di cartapesta dipinta, ossia di papiro e lino mescolati a gesso,per i meno abbienti.

La mummia era quindi deposta in una cassa antropoide dipinta, a volte contenuta all’interno di altre.
Per i ceti sociali più elevati e per i re si usava anche un sarcofago rettangolare di pietra.

Durante la bendatura, la collocazione nella cassa e la sepoltura si versavano grandi quantità di preziosi unguenti e profumi, che formavano poi quella sostanza caratteristica dura e simile alla pece.

La mummia, dentro la cassa e con un baldacchino sovrastante che rappresentava il cielo e le stelle, veniva trasportata con una slitta verso la tomba.
La seguiva una processione funebre con cibi e bevande, mobili e oggetti personali per arredare le camere funerarie, mentre le donne emettevano lamenti funebri.

All’entrata della tomba avveniva la cerimonia detta “apertura della bocca”; la cassa veniva sollevata verticalmente, in modo che un sacerdote potesse toccare , con un’ascia da falegname in miniatura, i punti corrispondenti agli occhi, al naso, alle labbra, alle orecchie,alle mani e ai piedi come per sollevare il legno e permettere ai sensi di funzionare.

La frase rituale era:
“La mia bocca e aperta! La mia bocca è spaccata da Shu (dio dell’aria) con quella lancia di metallo che usava per aprire la bocca degli dei. Io sono il Potente. Siederò accanto a colei che sta nel grande respiro del cielo”
(Libro dei Morti,Formula 23).

La cassa veniva poi calata nella tomba e intorno si collocavano gli oggetti funebri. A questo punto l’entrata veniva sigillata con pietre e fango.

Nelle colline occidentali di Luxor si imprimeva nello stucco un’impronta ovale con Anubi sdraiato su nove prigionieri legati, e spesso si inserivano tra le pietre coni di terracotta con i nomi e i titoli dei defunti.

Cenni storici sulla mummificazione
Mummificazione:cenni storici
La datazione al Carbonio
Gli imbalsamatori
I Vasi Canopi



CERCA NEL SITO

SOSTIENI IL NOSTRO LAVORO CON UNA PICCOLA DONAZIONE

CATEGORIE
Astronomia
Astrologia
Arte
Condizione femminile
Dei
Dinastie
Faraoni
Geroglifici
Glossario
Iside - Velo di Iside
Magia
Medicina
Mummificazione  - Mummie
Musei - Mostre
Religione
Regine
Sepolture - Piramidi - Ipogeo - Mastabe - Tombe
Templi
Testi e libri religiosi
Sfinge
Storia
Viaggiare in Egitto
Archeologi
Storia dell'archeologia
Vita nell'antico Egitto




   
ANTICO EGITTO DI ISIDE
Privacy Disclaimer