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La scrittura egizia a poco a poco si evolve rispetto al sistema
iniziale, già formato da un metodo misto fonetico-ideografico.
Il metodo si perfezionò sempre di più per la
particolare struttura linguistica perchè in egiziano i segni riproducono soltanto suoni consonantici e
semiconsonantici (perciò gli egittologi, per poter leggere i testi
geroglifici, usano interporre una "e" fra i segni).
Quel sistema avrebbe
potuto generare confusioni tra parole con radici simili.
Ecco allora che fu posto un simbolo che non si doveva leggere ma che
aveva la funzione di circoscrivere alcuni significati fra i tanti che
avrebbero potuto avere i segni precedenti.
Si trascrive
hrw e si legge HeRU,(la
e è una convenzione
degli egittologi)e significa giorno. Il
simbolo del sole non si legge ma sta appunto a significare che l'intero
gruppo di segni ha attinenza con il sole e quindi con la giornata.

Le scritture geroglifiche qui sopra hanno entrambe i simboli della
bocca e della mano, si trascrivono tutte e due rd e si leggono
convenzionalmente ReD.
La prima, però, ha
come segno determinativo il piede, mentre la
seconda ha la scala.
Pur leggendosi quindi
allo stesso modo, hanno significati diversi: appunto piede e scala.
Ecco un paio di parole egizie.
La prima qui a
sinistra, mostra un pulcino di quaglia, una
canna in fiore e un
avvoltoio che corrispondono ai segni w,
i e 3, la cui
lettura convenzionale è UIA. Il simbolo
determinativo è barca. Il significato è
dunque imbarcazione.
In questo esempio
abbiamo invece il segno dello sgabello, la
p, e del pane,
la t, la cui lettura convenzionale è
PET. Il segno determinativo (posto in basso)
è il cielo. Il significato della parola è
cielo.
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