Gli Ideogrammi

 

I primi tentativi degli antichi egizi di trasporre in scrittura la loro lingua risalgono alla fine del quarto millenio a.C. e sono perciņ contemporanei alla formazione del primo regno unitario nella valle del Nilo.
In quest' epoca la scrittura geroglifica č caratterizzata da un rapporto di tipo pittografico tra il concetto che si desidera comunicare e il segno scelto per esprimerlo.
Vale a dire che a ogni segno corrisponde una parola. Un esempio divenuto ormai classico di questo di comunicare č dato dalla ben conosciuta Tavolozza di Narmer.

Tenendo nella dovuta considerazione le relazioni che intercorrono fra i vari segni e leggendoli in modo ordinato dall'alto verso il basso la frase che si voleva comunicare č evidente:
 IL FARAONE CONQUISTA IL POPOLO DEL DELTA.
Da questo esempio č riscontrabile uno degli elementi caratteristici del sistema di scrittura geroglifico, ovverosia l' esistenza di segni corrispondenti a parole. Tali segni, detti ideogrammi, corrispondono all'oggetto di cui sono fedele rappresentazione oppure a un concetto ad esso strettamente correlabile. Deciderne l'esatta lettura č possibile soltanto all'interno di un determinato contesto.

Trascrizione ra (pronuncia convenzionale RA), e puņ significare "il sole" (oggetto rappresentato) oppure, aggiungendovi un  trattino verticale, si trascrive hrw (pronuncia convenzionale HERU) e significa "il giorno" (concetto correlato).

Se con il trattino, si trascrive z3 (pronuncia convenzionale ZA) e significa "oca" (oggetto rappresentato) oppure, senza trattino, si trascrive sempre z3 e significa "figlio".

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