La maledizione dei faraoni

Poiché la morte, secondo gli Egizi non è il nulla, ma una nuova esistenza, bisogna dunque organizzare quest’esistenza nell’al di là, assicurare la sopravvivenza di tutti gli elementi che costituiscono la personalità umana.E se gli Egizi hanno moltiplicato riti, pratiche magiche e testi di protezione, è perché l’al di là appariva loro un mondo pericoloso, il cui morto rischiava in ogni momento d’essere annientato dalle temibili potenze dell’inferno.Oltre a questi riti e pratiche, gli Egizi colmavano le tombe, e soprattutto le mummie, di materiali nocivi alla salute. Per esempio, erano molto usati gli amuleti d’uranio, veleni e sostanze tossiche, così che chiunque osasse oltraggiare la tomba di un morto veniva punito con il suo decesso. Questa tecnica viene chiamata “maledizione dei Faraoni". Infatti, John Newbargton dichiara che gli Egiziani padroneggiavano le tecniche d’estrazione e d’utilizzazione dell’uranio. E’ la’, secondo lui, che risiede la famosa “maledizione dei Faraoni”. Quest’opinione, apparentemente stravagante, è tuttavia confermata dal fisico atomico spagnolo Luis Bulgarini.Per meglio mostrare il possibile legame tra quest’uranio e la “maledizione dei Faraoni”, Bulgarini aggiunge: ” Si è riusciti a ricoprire il pavimento delle tombe con uranio e si è potuto ornarle con pietre provenienti dalle rocce uranifere. Le radiazioni radioattive emanate da quest’uranio sarebbero ancora capaci, di uccidere un uomo o per lo meno di infliggergli lesioni fisiologiche gravi.Nei giorni d’oggi queste sostanze radioattive sono ancora efficienti e hanno portato alla morte di molti archeologi ed anche (si crede) al naufragio del più gran transatlantico dell’inizio XX secoloIl 14 aprile 1912, il Titanic, gioiello della White Star Line che compiva il suo primo viaggio Londra - New York, urta un iceberg, a sud di Terranova, e cola a picco con la morte di 1250 persone. Che cos’è accaduto? Come mai questo gigantesco transatlantico, che era considerato inaffondabile ha potuto inabissarsi?Le inchieste condotte non hanno affatto chiarito le cause di questo disastro marittimo. Gli inquisitori non sono mai riusciti a spiegare lo strano comportamento del capitano Smith, il comandante della nave. Il giorno del naufragio ebbe strane reazioni, che si manifestarono con un’insolita scelta della rotta per la nave, l’eccesso di velocità e il rifiuto di sollecitare soccorso Il Titanic trasportava una mummia egiziana che apparteneva ad una collezione inglese, Lord Canterville, che la stava facendo trasportare da Londra a New York, dove era stata organizzata un’esposizione d’antichità egizie. Si trattava della mummia di una veggente che era vissuta nell’epoca d’Amenophis IV; la tomba era stata scoperta a Tell el –Amarna. Questa mummia, come la maggior parte delle mummie egiziane, era fornita di numerosi amuleti. In particolare, sotto la testa, era stato collocato un amuleto che recava la riproduzione del dio Osiride oltre all’iscrizione: “Svegliati dal sonno in cui sei piombata; lo sguardo dei tuoi occhi trionferà di tutto quello che viene intrapreso contro di te”L’antica spoglia, certo a causa del suo valore eccezionale, rinchiusa accuratamente in un solido cofano di legno, era stata sistemata dietro il ponte di comando anziché deposta nel deposito dei bagagli.Fu questa mummia”, scrisse lo stesso John Newbargton, nel Magic Egypt (1961), “che provocò la follia del capitano Smith. Munita senza dubbio di un sistema di protezione a base d’irradiazioni radioattive, essa guastò anche tutti gli strumenti del Titanic”

Pamela Di Pinto

 pamela@dimaprima.ro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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