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Il culto di Iside era misterico, cioè veniva celebrato da fedeli
iniziati ai suoi misteri, in segreto.
Questo culto ebbe gran successo, perchè rispondeva alle esigenze
spiriturali che non davano le religioni ufficiali.
Si diffuse maggiormente nel bacino del Mediterraneo in particolare a
Roma, dove soventemente era visto con sospetto e a partire dal 64
a.C. fu represso con regolarità.
Tuttavia Iside aveva talmente tanti seguaci che lo stato non riuscì
a debellarne il culto.
Nel 48 a.C. venne ordinata la demolizione del suo tempio, costruito
dopo la morte di Cesare, ma nessuno volle eseguire l'ordine e il
console fu costretto ad abbattere personalmente la porta con
un'ascia.
Alcuni decnni dopo, sotto Tiberio, si verificò lo scandalo di Decio
Mundo.
Con l'aiuto della liberta Ide e con la complicità dei sacerdoti di
Iside, Decio Mundo aveva sedotto con l'inganno la nobile Paolina.
Il sacerdote di Iside aveva detto a Paolina che il dio Anubi voleva
unirsi con lei.
Paolina, con il consenso del marito, si recò al tempio, ma invece di
trascorrere la notte con un dio, la trascorse con Decio Mundo.
Scoperto l'inganno aveva incitato il marito a vendicarla, il quale
denunciò subito il fatto al Senato.
I sacerdoti erano stati cacciati, secondo alcuni crocefissi, il
tempio distrutto e le statue della dea gettate nel Tevere.
La vicenda di Paolina, ovviamente era un ottimo pretesto per poter
reprimere un culto considerato dalle autorità come un potenziale
pericolo sociale.
Il culto di Iside, oltre ai riti quotidiani che prevedevano
un'invocazione mattutina al sole e un sacrificio pomeridiano in cui
veniva adorata l'acqua sacra del Nilo, veniva celebrato durante due
feste:
la prima detta "la navigazione di Iside" (Nivigium Isidis), veniva
celebrata il 5 marzo, giorno importante per la navigazione e quindi
per i marinai, di cui Iside era la patrona, la seconda "gli Isia",
erano invece celebrati dal 13 al 16 novembre, e commemoravano il
ritrovamento del corpo di Osiride. |