| |
Nel corso del 2003 un team di restauratori guidati da Vivian Davies del
British Museum, ha iniziato a lavorare sulla tomba XVII dinastia di
Sobeknakht, un governatore di Nekheb. Il processo di pulitura ha
rivelato un 'iscrizione di un attacco, in precedenza sconosciuto, subito
dall'Egitto da parte del Regno di Kush e dei loro alleati da Punt.

Il testo biografico racconta il raid contro Kush e successivi attacchi
da parte degli egiziani. Egittologi considerano il testo come una delle
iscrizioni più significative circa XVII dinastia della storia militare
trovato fino ad oggi. Elementi probatori che avvalorano questi eventi
sono stati recentemente trovati in Sudan, dove gli archeologi ha
scoperto una nave che era una volta nella tomba Sobeknakht's.
Dalya Alberge riferisce sui dettagli della sconfitta subita dagli
antichi Egizi, da parte di un'altra superpotenza del Nilo, e su come
tali dettagli siano stati tenuti nascosti.
Gli studiosi sono convinti che gli antichi Egizi siano stati
"cancellati" fuori della storia, in una delle loro più umilianti
sconfitte in battaglia.
Un'iscrizione di 3500 anni fa, conservata presso il British Museum,
dimostra che il regno di Kush sudanese riuscì a distruggere i suoi
vicini settentrionali.
La rivelazione è contenuta in 22 linee di sofisticati geroglifici
decifrati da egittologi del British Museum e egiziani, dopo la scoperta
avvenuta nel mese di febbraio del 2003 in una tomba riccamente decorata
a El Kab, vicino a Tebe, in Egitto.
Vivian Davies, Custode del Dipartimento del museo dell'Antico Egitto e
del Sudan, ha affermato: "Per molti versi questa è la scoperta di una
vita, che cambia le carte in tavola". Siamo assolutamente sconvolti da
essa".
L'iscrizione fornisce dettagli importanti, in precedenza sconosciuti, di
battaglie senza precedenti "sin dai tempi di dio" ossia dall'inizio dei
tempi. Gli esperti ritengono che l'umiliazione della sconfitta fosse
tale, che gli antichi Egizi preferirono ometterne il ricordo dalla loro
storia.
Le descrizioni contemporanee egiziane hanno indotto gli storici a
ritenere che il regno di Kush fosse debole e in uno stato di barbarie
per centinaia di anni, anche se vantava una società complessa con vaste
risorse d'oro e dominava le principali rotte commerciali nel cuore
d'Africa. Esso infine conquistò l'Egitto, nel secolo VIII a.C.
Mr. Davies, che ha guidato il progetto comune tra il British Museum e il
gruppo di archeologi egiziani, ha dichiarato: "Ora è chiaro che Kush
fosse una superpotenza che aveva la capacità di invadere l'Egitto. E'
stata una grande invasione, che ha sconvolto l'intera regione, un evento
che è rimasto privo di documenti.
"Hanno spaziato oltre le montagne, il Nilo, senza limiti. Questa è la
prima volta che ne abbiamo la prova. Chiaramente Kush, in quel momento,
conquistando l'Egitto, s'impadronì del supremo potere nella Valle del
Nilo.
"Se si fossero limitati ad occupare l'Egitto, i Kushiti potrebbero
averlo eliminato. Si sarebbe raggiunta l'estinzione della civiltà
dell'antico Egitto. Ma gli Egiziani erano abbastanza resistenti per
sopravvivere, e poco dopo iniziò la grande età imperiale nota come il
Nuovo Regno. I Kushiti non erano interessati a prolungare l'occupazione.
Essi si limitarono al saccheggio di molti oggetti preziosi, un simbolo
di dominazione. Essi fecero un sacco di danni".
L'iscrizione è stata trovata tra due camere interne, scavate in una
tomba nella roccia, ed era coperta di fuliggine e di sporco.
Gradualmente la sporcizia è stata rimossa.
Mr. Davies ha dichiarato: "Ho pensato che fosse un testo religioso, ma
si è rivelato storico. A poco a poco, un vero e proprio racconto è
emerso, un nuovo testo scritto in vernice rossa, con la lettura da
destra a sinistra".
La tomba apparteneva a Sobeknakht, un governatore di El Kab,
un'importante capitale provinciale, durante l'ultima parte della XVII
dinastia (circa 1575-1550 a.C.).
L'iscrizione descrive una feroce invasione dell'Egitto da parte degli
eserciti kushiti e dei loro alleati del sud, compresa la terra di Punt,
sulla costa meridionale del Mar Rosso. Si dice che vasti territori sono
stati colpiti e Sobeknakht è mostrato nell'eroico ruolo di organizzatore
di un contro-attacco.
Il testo assume la forma di un discorso rivolto da parte di Sobeknakht
ai sopravvissuti: "Ascoltate voi, che siete in vita sulla terra... Kush
è venuto... Si è mosso in tutta la sua estensione, ha sollevato le tribù
di Wawat... la Terra di Punt e la Medjaw..." Esso descrive il ruolo
decisivo svolto dalla "forza della grande Nekhbet", la dea-avvoltoio di
El Kab, come "forza del cuore contro i Nubiani, che sono stati bruciati
nel fuoco", mentre il "capo dei nomadi è sceso attraverso l'esplosione
della sua fiamma".
La scoperta spiega perché tesori egiziani, tra cui statue, steli e un
elegante vasellame d'alabastro trovata nella tomba reale a Kerma,
fossero sepolti in tombe kushite: erano i trofei di guerra.
Mr. Davies ha dichiarato: "Questo non è mai stato adeguatamente spiegato
in precedenza. Ora ha un senso. E' la chiave che apre le informazioni.
Ora sappiamo che sono stati saccheggiati trofei, simboli del potere di
tali re sugli egiziani. Ognuno dei quattro principali re di Kush riportò
tesori saccheggiati".
Il vasellame d'alabastro è contemporaneo all'ultimo periodo della XVII
dinastia. Vi si legge un testo funerario "per lo spirito del
governatore, il principe ereditario di Nekheb, Sobeknakht". Ora appare
chiaro che il corredo è stato saccheggiato dalla tomba di Sobeknakht, o
da un'opera ad essa associata, dalle forze kushite e portato a Kerma,
dove è stato sepolto nel perimetro della tomba del re kushita che ha
condotto o ispirato l'invasione.
La tomba di El Kab è stata saccheggiata molto tempo fa, probabilmente
nell'antichità. Vi è abbastanza per indagare ulteriormente su un enorme
sito e il Consiglio supremo delle Antichità d'Egitto ora ritiene che
procedere a tali attività costituisca una priorità.
tratto da Sfruttiamo il Web
di Gaetano Bonelli |
|