
Il funerale di Tutankhamon
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Dimentichiamo il tempo. Facciamo un balzo nel passato di
trentatre secoli ... ecco: stanno seppellendo
Tutankamon.
In slitta verso la valle dei Re. E' una slitta di legno rozzamente lavorato e misera
(questa l'impressione) quella su cui caricano le regali spoglie. Al traino
quattro buoi. Un cenno del sacerdote di Sem, e il basso veicolo con la bara
d'oro si mette in marcia, striscia sulla sabbia. dietro, a piedi, AnkhesenAmon:
porta un'ampia veste bianca, con lunghe e morbide pieghe; recita monotone
frasi imparate a memoria: La stessa strada polverosa, ventisei anni prima, l'aveva percorsa il cadavere di Amenofi II, il grande conquistatore. La terra alluvionale viene rapidamente lasciata alle spalle. I prati verdi e i campi e le casupole sono sostituiti dalle rocce carsiche. Il cammino è accidentato da scoscesi e terribili colossi di pietra. Ora la slitta cigola su mucchi di ciottoli, avanza a serpente, aggirando le dorsali rupestri. "O misero, misero" mormora AnkhesenAmon, "ora tu taci e nulla più dici. Tu che avevi tanti servi, forse sei là dove non c'è nessuno, tranne gli immensi con gli occhi ardenti. Ma bello è questo giorno,m perchè ti proteggeranno l'uomo, lo sciacallo, la scimmia e il falco, che sono le quattro facce di Oro...". Voltiamoci indietro: il corteo funebre si articla in tre tronconi; la bara è cioè accompagnata da una seconda e una terza processione che si snodano come giganteschi millepiedi. Sono il corteo di Tekenu e quello dei canopi. Il Tekenu, una figura rituale, è rappresentata da un sacerdote su una slitta, come una mummia, coperto dalla pelle di un animale. Quattro uomini trainano il veicolo. Il Tekenu raffigura il dio Sole simboleggiato dalla bestia."Verso occidente, verso occidente", gridano gli uomini da soma, " la terra dove è piacevole vivere, il luogo cui sei destinato": La processione con i canopi delle interiora di Tut non è diversa da quella che la precede: una slitta anche qui, con altrettanti srvi al traino e i vasi funerari sopra. Dietro il terzo troncone di corteo due uomini con in mano una lunga pianta di papiro ciascuno. All'ingresso della tomba preparata in fretta e furia, quasi dirimpetto, Teje dorme da pochi anni l'estremo sonno. Su un altare provvisorio scoppieta ul fuoco sacrificale. I partecipanti al funerale si sono andati piazzando intorno al fuoco. I servi cuociono le vettovaglie; anche i preziosi vasi vengono collocati tra le fiamme. Un giovane manzo coronato di fiori attende di essere ucciso. Ecco il sacerdote che ha l'incarico di compiere il sacrificio affrettarsi con l'ascia in pugno e staccare allabestia con un colpo la gamba anteriore destra: il misterioso rituale vuole così, e il manzo stramazza. Subito gli sono sopra e lo fanno a pezzi con coltelli ed asce. buttano i transi sul fuoco, e si diffonde il tipico odore del perlo e delle carni abbrustolite. Ora gli uomini che portano i doni sepolcrali si staccano dal corteo funebre e lo precedono. I sordi colpi dei bastoni sui tamburi di legno accompagnano l'oscillare degli incensieri in mano ai sacerdoti che spruzzano anche il latte, mentre in fila tutti entrano nel sepolcro. Dapprima si fa strada una processione di statue, seguita da portatori di casse e cassette; si vedono suppelletili di piccole dimensioni, stoviglie, vasi con unguenti e oli. La vedova urla e poi si danza. Quando i "nove amici" si fanno avanti per prendere la bara con la munnia di Tut, Ankhesenamon vi si getta sopra e urla: "Disperazione, disperazione! Terribile il mio lamento. Tu che sempre eri con me nei giardini sulle rive del Nilo, immobili tra le bende sono ora le tue gambe. Mi riconosci? Sono la tua consorte, la tua amata sorella ... La gioia è soltanto in colui che riposa in pace. Con il segno osirideo di djed (il pilastro di djed è il simbolo di Osiride) mangerà i cibi di Osiride... O dolore, dolore ! Desiderio grande ha il mio corpo del tuo, ma il tuo corpo è freddo. E tuttavia bello è questo giorno per la mummia che in sè rinserra uno scarabeo. Sono tua sorella e mi hai abbandonato. Sola devo tornare alla mia casa...". Ankhesenamon viene accompagnata lontano dal marito; nove uomini prendono la bara. I colpi di tamburo si intensificano; gli incensieri oscillano più rapidi. I nove amici gridano a turno : " Dio viene. Dio viene". Poi la bara scompare nella tomba. Rivedrà la luce tremiladuecentosessantatre anni più tardi. I tamburi di lutto e di tristezza tacciono. Rapidamente la scena cambia. Si stendono le stuoie,si preparano le mense, il cibo viene distribuito, e anche le bevande: inizia il banchetto funebre. La musica è allegra. Danzatrici con il corpo coperto unicamente da qualche fiore di loto fanno di tutto per allontanare la tristezza. Il rito funebre che si svolge nella tomba durerà ancora a lungo, Il sovrano appartine omai al regno dei morti, è caduto nelle mani dei sacerdoti. Oscure e misteriose sono le cerimonie che hanno luogo nella sepoltura poche ore primna che essa venga chiusa per sepre. Fu Ankhesenamon a deporre l'ultimo mazzo di fiori sulla bara dell'amato consorte, gli stessi fiori ritrovati poi da Howard Carter. La maledizione dei Faraoni Philipp Vandenberg |
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