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Nel IX secolo d.c. Carlo
Magno divenuto imperatore del Sacro Romano Impero riprese l'uso dei
sovrani barbarici di concedere feudi ai guerrieri più meritevoli, nacque
così il feudalesimo medioevale.
Il feudalesimo era una forma di governo per la quale, il re o
l'imperatore o un grande proprietario terriero, organizzava il lavoro
dei suoi sudditi attraverso una gerarchia di persone che venivano
compensate non mediante denaro ma mediante la concessione di terre.
La società feudale si divideva in tre classi: il re, i feudatari e i
servi della gleba.
I feudatari erano proprietari della terra ed esercitavano il comando sia
politico che militare sostituendosi alle funzioni dello stato.
Suddividevano la terra tra i contadini i quali disponevano di tutti i
mezzi per lavorarla, amministravano la giustizia per tutti gli abitanti
del villaggi obbligandoli a servirsi dei loro mulini, forni, taverne...
vietando qualunque forma di concorrenza.
Imponevano tasse sull'attività di scambio, pedaggi sulle strade e ponti
ed esigevano prestazioni di lavoro e imposte ordinarie e straordinarie.
In queste condizioni il ricambio sociale, l'ascesa di gruppi sociali e
di individui era difficile e lenta.
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