
Conoscere l'antica lingua : i nomi dei faraoni - THUTMOSI III
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| A Roma, in piazza S. Giovanni in Laterano, la fiumana di
automobili è costretta ad affrontare una rotatoria; gli automobilisti,
assorti nei loro pensieri, a volte nervosi, comunque presi da altre
cose, non si accorgono che al centro della rotatoria si erge il più
grande obelisco del mondo, quello del faraone
Thutmosi III, che dall'alto dei suoi 32 metri domina questa parte
della città eterna. Sarebbe interessante conoscere la travagliata storia di questo monumento, e sarebbe altrettanto interessante tradurre tutte le iscrizioni che reca e che sono lì a testimoniare la grandezza del faraone guerriero, vissuto durante la XVIII dinastia, a cui è intitolato; limitiamoci, al momento, a riconoscere il nome del titolare, THUTMOSI III. Su tutte e quattro le facciate compaiono più volte i cartigli del faraone, in particolari condizioni di luce, di primo mattino o al tramonto, essi si mostrano nitidissimi e perfettamente leggibili. Nel primo cartiglio, quello del nome dell'incoronazione, troviamo tre simboli già noti: il sole (RA), la scacchiera (MEN = stabile) e infine lo scarabeo (KHEPER = trasformazione, metamorfosi, cambiamento, divenire). Ecco come il faraone era chiamato in occasioni ufficiali, MEN-KHEPER-RA(RA E' STABILE NELLA SUA METAMORFOSI), esattamente come ai nostri giorni il papa Joseph Ratzinger viene appellato con il suo nome dell'"incoronazione", BENEDETTO XVI, nelle occasioni ufficiali. Anche nel cartiglio con il nome di famiglia del faraone compaiono simboli già noti, ad eccezione del primo "THOT". Questo geroglifico raffigura un ibis e rappresenta THOT, il dio della scrittura e della conoscenza. Dunque ecco la prima parte del nome: "THOT" (per convenzione si pronuncia "THUT"). A seguire il bilittero "MS" (si legge MES e significa "GENERATO") scritto con il segno dei tre ramoscelli disposti a forma di "M". THOT-MES, quindi, vuol dire GENERATO DA THOT. Sempre nello stesso cartiglio abbiamo altri due simboli. Quello che sembra uno strumento musicale, ma è la trachea di un bovino, si legge "NEFER" ed ha il significato di bello, perfetto, buono, compiuto..., segue poi il solito scarabeo. Questa seconda parte del nome si legge NEFER-KHEPER e il significato è ovvio: CHE DIVIENE PERFETTO. Riassumiamo ora quanto appena appreso e dilettiamoci a pronunciare e tradurre il nome completo di questo grande faraone: MEN-KHEPER-RA / THOT-MES NEFER KHEPER, ossia RA E' STABILE NELLA SUA METAMORFOSI / GENERATO DA THOT che DIVIENE PERFETTO (il faraone). Ancora una volta è evidente lo stretto legame della figura del re con la divinità. ![]() I cartigli con in nomi di THUTMOSI III |
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