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Enneade di Eliopoli
Enneade, parola greca che traduce il termine egiziano
pésédjet, "gruppo di nove" era composta da Atum, il dio creatore
identificato con il Sole Ra, i suoi figli Shu e
Tefnut che formavano
la prima coppia divina, i suoi nipoti Geb e
Nut e i figli di questi
Osiride e Iside e
Seth con Nefti, rispettivamente la seconda e la terza
coppia divina.
A questa grande Enneade vennero poi aggiunti dai teologi di
Eliopoli altre due enneadi secondarie.
Questo a scopo politico: far
diventare Eliopoli non soltanto la città originaria degli dei, ma anche la
città detentrice di un primato. In effetti le divinità eliopolitane non si
limitavano a governare dal cielo, ma ciascuna enneade si configurava come
una dinastia che prima di salire ai troni celesti, aveva regnato sulla
terra, proprio come il faraone che raggiungeva dopo la morte i propri
antenati.
Le notizie che possediamo sulle enneadi ci giungono dal papiro
di Torino e da Manetone, ma anche da documenti più antichi, come i
testi
delle Piramidi e ci offrono prove sicure del fatto che nell'Antico Regno
si ammetteva la possibilità di una esistenza terrena dei membri della
Grande Enneade.
La seconda Enneade sembrerebbe comprendere Horus, figlio di
Iside e Osiride, Anhur,
Anubi, Khons, l'Horo di Edfu,
Ammone, Thot,
Shu e
Ammone-Ra.
A questa Enneade di semidei, ne succedette una terza composta
dai quattro figli di Horus: Amset, Hapi,
Duamutef e Qebesennuf e un nuovo
Horus, Khent Khiti ed i suoi quattro figli.
L'Enneade diverrà poi una persona divina le cui membra, una per una,
conserveranno un'esistenza distinta formando nove persone in una. |
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