
Gli operai di Deir el Medina

| Gli operai di Deir el Medina furono forse i primi tra i
sudditi dell'impero a risentire dei gravi problemi causati dal malgoverno
degli ultimi sovrani della dinastia ramesside e della corruzione che aveva
intaccato le basi dello stato. Questi uomini che lavoravano nelle necropoli reali scioperarono più di una volta per ottenere il compenso per le loro prestazioni. Deir el Medina in età ramesside era abitata da muratori, scalpellini, pittori e scultori che, con le loro famiglie, circa un migliaio di persone, il cui sostentamento dipendeva dai salari versati dalla Corona per il lavoro svolto nelle necropoli reali. Gli operai abitavano in case di piccole dimensioni dotate di terrazze e di cantine. Trascorrevano l'intera "settimana" - che a quell'epoca era di otto giorni - nelle necropoli, a scavare le sepolture reali (dette "Luoghi della Verità") dopodichè, al termine facevano rientro presso le proprie famiglie. La loro vita era ritirata - dovevano mantenere il segreto professionale - ma privilegiata rispetto ad altre classi sociali. O almeno lo sarebbe stata se i salari ( in natura) fossero arrivati sempre puntualmente. Per il resto, la vita familiare scorreva come altrove, fra serenità e disgrazie, odi e amori. |

Veduta del villaggio operaio di Deir el Medina.
In primo piano si vedono i resti di abitazioni operaie.
Sullo sfondo si può vedere la montagna tebana
la cui parte più alta era nota come "La Cima".
![]()
| Torna a Ramses IX |