
Deificazione del sole
visibile, fu adorato in diverse località dell'Egitto prima che se ne prendesse
possesso la teologia eliopolitana.
Il primo aspetto del mito, è il dio che nella
sua imbarcazione diurna percorre il cielo durante il giorno, per montare la
notte nella barca notturna che percorre allo stesso modo il mondo inferiore. Per
conciliare la sua esistenza con quella di altre due divinità solari, lo scarabeo Khepri e Atum, fu al mattino Khepri sotto forma d'un bambino ( ma soprattutto
come scarabeo), a mezzogiorno Ra trionfante sotto forma d'un adulto, e la sera Atum, sole calante, sotto forma di un vecchio.
Si trattava anche in questo caso
di un richiamo al mito del regno terrestre di Ra.
Dio creatore e padre dell'Enneade,
Ra regnava sulla terra tra gli uomini e gli dei. Durante il suo regno, conobbe le
vicende umane e invecchiò e fu in quel momento che approfittando della sua
debolezza, gli uomini gli si rivoltarono contro ed egli dovette difendersi
inviando il suo occhio (Hathor e Sekmet) per castigarli.
Anche Iside approfittò
della sua vecchiaia per rubargli la sua potenza magica.
Stanco Ra si fece
elevare al cielo sulla schiena di Nut.
E' senza dubbio questo regno terreno
all'origine dei tempi che giustificò l'appellativo di "Figlio di Ra" (Sa Re) che
i faraoni prenderanno a partire da Chefren e che seguirà il loro nome, quinto
del titolo.
Durante tutta la storia egizia, Ra saprà conservare una sorta di
preminenza, solarizzando il pantheon; i grandi dei saranno Amon-Ra, Mont-Ra,
Khnum-Ra, Sobek-Ra.
Nel suo destino solare, il re raggiunge Ra nel cielo e
questi, prima signore dell'al di là, che attraversa nella sua corsa notturna,
troverà il completamento in Osiride, che gli fu rivale. |