Ptah
lo scultore della terra, creava forme usando una ruota da vasaio e veniva
rappresentato in forma umana avvolto in un sudario, solo le mani erano libere ed
impugnavano lo scettro uas ed il pilastro djed.
Sua sposa era Sekhmet e Nefertem (il dio-loto) suo
figlio, insieme formavano la triade di Menfi.
Il dio Ptah aveva anche una seconda moglie, Shesemetet dea della cintura reale,
secondo altri studiosi altro non era che un’incarnazione provinciale di Sekhemet.
Quando i sovrani della III Dinastia fecero di Menfi la
capitale del Regno, il dio Ptah assunse un ruolo di primo piano, spodestando gli
dei precedenti il dio falco Sokar e il dio-terra Tatenen.
Secondo la teologia mentita Ptah era il padre di tutti gli dei, creatore della
sua immagine e di tutti gli dei:
”Il dio creò l’universo con il suo cuore e con la sua lingua, modellando il
mondo con il potere della parola”.
Nonostante fosse un dio creatore era molto vicino al cuore degli uomini e molto
amato, misericordioso, ma implacabile con chi trasgrediva.
C’è lo dimostrano alcuni inni a lui dedicati che troviamo scritti nel papiro n.
3048 di Berlino
Preghiera a Ptah e a Sekmet (stele di Gliptoteca Carlsberg
a Copenhagen):
”Quest’umile servitore adora la tua bellezza, Ptah il grande che è a sud del suo
muro, Tatenen che risiede a Menfi, dio augusto della prima volta, colui che ha
modellato gli uomini e fa nascere gli dei.
Primordiale che ha creato la vita umana.
Ciò che egli ha pensato nel suo cuore, si è visto realizzato; lui che annuncia
ciò che non esiste ancora, che rinnova ciò che già esiste.
Nulla esiste senza di lui.
Le cose vengono ad esistenza quando egli è venuto ad esistenza, ogni giorno
secondo ciò che egli ha stabilito.
Tu hai determinato il paese per seguire le sue leggi, come tu l’hai creato.
L’Egitto vive stabilmente sotto i tuoi ordini, come la prima volta.
Lodi a non finire per il tuo bel viso, dea augusta della casa di Ptah, Sekhemet
venerabile, signora del cielo, diadema di Ra, occhio divino in Per-ur( santuario
arcaico dell’Alto Egitto), diadema di Ra, occhio divino nella casa venerabile
sua.
Uagit nel palazzo, suo diadema nella “barca della notte”. Sua compagna nella
“barca del giorno”.
Possa ella fare che il respinto (Apophis) sia
imprigionato e che essa proceda contro di lui dopo aver afferrato il
giavellotto; Sekhemet la Grande, amata da Ptah, signora del cielo, sovrana delle
Due Terre.
Accordami una durata di vita perfetta, che non comporti sofferenze, che il mio
corpo sia esente da mali, il mio viso aperto e le mie orecchie sensibili, senza
che la mia vita sia accorciata, che io sia glorificato come un imakhu (augusto
glorificato) e lodato come giusto.
Da parte di Merisekhmet.
Preghiera a Ptah (stele del Museo de Il Cairo):
”Dare lodi a Ptah , signore di Maat, baciare la terra davanti al suo
ka.
Io ti do lodi fino all’altezza del cielo, io esalto la tua perfezione.
Tu sei perfetto quando sei misericordioso.
Sii misericordioso per me ogni giorno.”
Fatto dall’orafo Ramose.
Preghiera a Ptah (stele n. 1466 British Museum):
”Dare lodi a Ptah, signore di Maat, re delle Due
Terre, il benigno di volto, che crea le arti ed è appagato con la sua offerta,
affinché egli rimuova la malattia che è in me.
Possa tu concedere che io veda il peso della tua potenza.
Sii tu, o bello di grazia, appagato da parte del guardiano nella Sede della
Verità, Penbui ”.
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