
La religione nell'Antico Egitto

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La religione è il
cuore, l'anima della civiltà Faraonica, un collante che ha funzionato
per tremila anni. Cercare di capirne i meccanismi, il perchè funzionava così bene, è un percorso estremamente difficile ma, credo, di estrema importanza per poter solo tentare di avvicinare, almeno in parte, la grandezza e il mistero che accompagna la civiltà Nilotica. Anche se la quasi totalità del mondo Accademico non sarà d’accordo il vero Dio Supremo per gli egizi è il Dio Creatore, l'Unico e non il Dio Sole; il Faraone diventa quindi anche lui il Re creatore e la Piramide diventa il simbolo della Creazione più che un simbolo solare (anche se i due simboli si compenetrano). Tutto ciò viene fatto rivivere attraverso il mito, mito che ci parla e racconta di divinità; non si tratta di super uomini o donne come era per i greci.Le divinità egiziane si avvicinano agli archetipi dell'inconscio e rappresentano idee (Maat). Leggere i testi è il solo modo per apprezzarne il contenuto religioso e metafisico. Se la religione è il cuore, il culto è il segno che caratterizza tutto questo; poche sono le cerimonie fondamentali che lo rappresentano: il rito detto "Apertura della Bocca", la cura quotidiana del tempio, l'offerta a Maat, le processioni pubbliche degli dei, l'incoronazione, la liturgia delle offerte. Bisogna ricordare che nel rito tutto è simbolico: il tempio è l'immagine dell'universo, il pavimento è, invece, il "Tumulo Primevo, quando il sacerdote eleva una figurina di Maat davanti all'immagine sacra vuol significare che ordine e giustizia sono ristabiliti sulla terra. In tutte le cerimonie vi erano due sacerdoti: il Celebrante chiamato "Semty" caratterizzato da una pelle di leopardo, il Lettore cioè "Colui che tiene il Rotolo" con una striscia di lino su una spalla. Architettura e decorazioni rappresentano il paesaggio mitico, le grandi sale con le colonne papiriforme vogliono rappresentare il "Canneto" della palude ove sorge il Sole; arte, mitologia e culto sono aspetti diversi di una unica splendida realtà. Il tempio egizio colpiva tutti i sensi, occhio e immaginazione a cui si deve aggiungere la musica, l'incenso e la preghiera. I problemi che da sempre hanno impegnato i teologi e i filosofi hanno anche profondamente interessato gli egiziani: le concezioni rivali dell'Immanenza e della Trascendenza di Dio, l'origine del male, la creazione, il maschile e femminile nella divinità ecc. tutto ciò ha avuto una elaborazione e un tentativo continuo di approfondimento che si evince nei testi religiosi (Testi delle Piramidi, Testi dei Sarcofagi, Libro dei Morti e le Guide dell'Aldilà) tutte documentazioni trovate nelle tombe. Ma "leggendo" tra le righe queste opere non trattano di morti ma si cerca di analizzare la natura dell'anima umana e la natura di Dio; la mitologia serve a due scopi: l'ordine dell'universo fino all'arrivo vincente di Horus e l'inizio della monarchia; e il secondo riguarda lo sviluppo della coscienza attraverso una serie di simboli. La monarchia divina servì al primo scopo mentre il culto dei morti riguardava il secondo; si può ben dire che quella civiltà quando mitologizzava lo sapeva fare molto bene. Nella Cosmogonia egiziana il principio base riguarda le Acque Primeve e il cielo diventa il firmamento che le separa; ma queste non sono il nulla ma vi è in se tutta la materia base per la formazione dell'universo, questo Oceano Primordiale è chiamato "Nun", praticamente può essere considerato, a ragione, il Padre degli Dei. Da questo processo creativo si possono estrapolare quattro aspetti: l'avvento della Luce-della Vita-della Terra-dell'Intelletto. Ovviamente essendoci diversi racconti sull'inizio, o meglio Cosmogonie, vi sono altrettanti racconti, ma tutto è basato su quale elemento iniziale viene messo in rilievo. La religione egizia non ha una Cosmogonia canonica o ufficiale, la Creazione dell'universo è talmente complessa e anche misteriosa per poter essere spiegata con una sola versione. I Sacerdoti Eliopolitani, attraverso i Testi delle Piramidi, elaborano la più antica Cosmogonia centrata sulla figura di Atum. Nei Testi delle Piramidi. (paragrafo 600 e paragrafo 587) il Dio Atum è il tumulo stesso, il primo uscito dalle acque ed è l'Alto Monte di Heliopoli emerso dall'Abisso. (Heliopoli è la Città del Sole, la biblica On, in egiziano Iunu). Queste Acque sono anche la Tenebra assoluta e l'avvento di Atum significa il primo mattino con la prima Luce. (non sembra esserci una certa, casuale ovviamente, somiglianza con alcuni passi della Genesi? Questa è solo la mia opinione chiaro???). Questo scintillio illumina il pilastro "Benben" sul cui Sacro Posatoio, il Pyramidion, si posava il mitico uccello della Fenice. Un altro aspetto della divinità che emerge dal Nun è Kheper (lo scarabeo stercorario). Mentre Atum, divinità fondamentale, ma divinità nascosta, non visibile, Kheper è la forma visibile del Dio (Atum) sia all'inizio sia ogni giorno a divenire; Ra il Sole alto nel cielo, mentre Atum, il nascosto, diventerà il Sole Notturno che viaggia nelle regioni ctonie durante le dodici ore del suo viaggio notturno prima di tornare a splendere nella volta celeste, come Padre e fonte di vita. Atum è tutte le cose a venire, il grande Lui-Lei che crea la prima coppia: Shu e Tefnut il Maschio e la Femmina. Nel paragrafo 527 del Testo delle Piramidi viene descritto in che modo avviene la creazione: attraverso la masturbazione, ma nel capitolo 600 del Testo delle Piramidi Shu e Tefnut vengono espettorati dalla bocca di Atum, il Creatore: "Tu sputasti Shu, Tu espettorasti Tefnut". La masturbazione appartiene a una visione primitiva e naturalistica ma ad un livello più colto è "Autosufficienza del Dio Supremo"; lo sputare è invece creare tramite la Parola Divina (Verbo) o Soffio Vitale. Quindi la Cosmogonia Heliopolitana spiega la creazione come scopo divino unico ma con un'infinita diversità di fenomeni; aspetto riproduttivo e il soffio dell'Anima Divina nel mistero della vita, due miti non alternativi ma complementari. Shu, lo spazio, è nello stesso tempo luce e aria e separa la terra dal cielo sostenendo quest'ultima (è femminile), Atum disse: "Vita è il nome di Lui (Shu), Ordine è il nome di Lei (Tefnut)". Quindi l'universo è dato da una combinazione di Atum in quanto Spirito Primordiale-Vita-Ordine. L'interesse profondo per tematiche universali come il mistero della vita e ogni altra questione metafisica sono seriamente trattate, la Cosmogonia egizia è cosa molto seria: non è una favola fantastica ma è filosofia e continua ricerca sulla misteriosa natura di un potere divino di cui erano completamente coscienti. Shu e Tefnut (La prima coppia) generano Geb, la terra (maschile) e Nut, il cielo (femminile). In principio sono uniti in un abbraccio sessuale poi, Shu li separa e tiene sua figlia, Nut, alta sulle sue braccia; Nut così "partorì" le stelle concedendo loro di navigare attraverso il suo ventre: il cielo. Un altro mito parla di un serpente (la cui descrizione è tutt'ora incerta), a Tebe gli diedero il nome di "Kamutef"; nei Testi delle Piramidi, paragrafo 1146, è lui che crea la molteplicità, è lo spirito che assegna a tutto il creato la propria essenza, il proprio Ka. Masturbazione-sputo-serpente, la creazione è così misteriosa e complessa che si cerca di definirla con una serie di immagini fugaci che si confondono e si fondono una con l'altra. Oceano Primordiale-Acque Primeve-Abisso, a Heliopolis l'acqua era il "Nun" e questa è la tradizione egiziana in generale; tuttavia a Hermopolis la Cosmogonia cambia in quanto l'Abisso "non era", cioè lo si definisce con le sue caratteristiche in negativo: "nell'infinito-nel nulla-nell'inesistente-nel buio" (paragrafo 76 Testi dei Sarcofagi). Le acque diventarono così: quattro "esseri": "Nulla-Inerzia-Infinito-Invisibilità (o tenebra)" con i corrispettivi femminili. Le due Cosmogonie descrivono un Dio trascendente che dirige dalla sommità del polo celeste; in tutto questo impressionano la sottigliezza teologica e la capacità artistica che troviamo in questi antichissimi inni e litanie. A Menfi, capitale durante l'Antico Regno, è Ptah il Dio Supremo e gli attributi, sotto la cui forma veniva adorato sono:"Il Vivente" e "Eternità, signora degli anni". E' di questo periodo l'opera prodotta dai teologi e sacerdoti Menfiti: "Testo di Teologia Menfita" ove la creazione avviene mediante il Verbo e il Pensiero (Lingua e Cuore) uniti. Questa è la terza Cosmogonia e la più completa dal punto di vista teologico; il testo accetta le divinità delle altre due ma subordinate a Ptah di cui sono detti le "Forme di Ptah". Ptah diventa così Cuore e Lingua della Divina Compagnia, il Creatore genera col Cuore sede dell'intelligenza e con la Lingua organo della parola. Dio è spirito e i principi fondamentali sono idee, la Teologia Menfita rifiuta così ogni forma di antropomorfismo. Ptah è il Potere Supremo mentre Atum, come simbolo, è l'aspetto di Dio che genera la prima coppia. L'essenza di Ptah sono "Cuore", l'intelligenza e "Lingua", il comando e la sapienza; come intelligenza e comando ecco Horus, il Dio Solare rappresentazione del volere regale faraonico, mentre intelligenza e sapienza sono Thot, Dio Lunare e patrono della scrittura. Cos'è quindi Dio se non spirito onnipervadente che crea per Amore con l'esercizio della mente e della volontà. La creazione avviene con la Parola, o Verbo con cui viene dato un nome a ogni cosa: Shu e Tefnut vengono "sputati" ma non è questo un modo per indicare qualcosa che nella realtà deve essere inteso in modo non materialistico? Il mondo è manifestazione del volere di Dio, la vita si svolge secondo il suo volere che non riguarda solo la parte fisica, ma soprattutto la condotta morale dell'uomo; ma questa vita deve essere pervasa da spirito di pace, il male,infatti, per gli egizi è un "abominio per il Ka", poichè impedisce il fluire della grazia e della bellezza divina e anche del suo potere. Questo codice etico con i disegni divini diventano il tema essenziale dei sapienti durante l'Antico Regno: afferma Ptahhotep (Visir di re Isesi-V dinastia 2450 a.C. testi: Papiro Prisse e Papiro Chester Beatty IV):" Grande è Maat, eterna e tutta permeante, non è stata turbata dal tempo di colui che la fece; chi trasgredisce le sue leggi sarà punito, efficace è solo il comando di Dio, ne deriva che la vita deve essere vissuta in bontà, l'uomo dal cuore grande è uno degli eletti di Dio, la fattura di ogni cosa e la creazione degli dei deve essere assegnata a Ptah, egli è Tatenen che produsse gli dei da cui tutto è venuto, il suo potere è più grande di quello di tutti gli altri dei e poi Ptah si riposò dopo aver creato ogni cosa e ogni Parola Divina". Tatenen è il nome menfita per il Dio del Tumulo Primevo, siamo ancora su un tema decisamente Heliopolitano ma decisamente è più profondo, Ptah, la grande mente e la parola, diventa anche autore del mondo fisico. a cura di Daniele.Horus |
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