Cenni storici sull'Antico Egitto

I greci furono i primi a raccontare l'Egitto.
Arrivati nel delta raggiunsero Hikaptah "Dimora del Ka di Ptah", cioè Menfi.

 Il nome forse suggerì a Omero la parola Aigyptos; Pitagora, Archimede, Platone , Talete e altri visitarono e vissero anni studiando in loco nei templi e nelle biblioteche, formandosi con l'aiuto dei sacerdoti e degli eruditi del tempo.
Ovviamente "Grecizzarono" luoghi e monumenti come nel Fayum dove un enorme edificio divenne un secondo labirinto, mentre l'eroe etiope Memnone, ucciso da Achille sotto le mura di Troia, diede il proprio nome a due colossali statue: I Colossi  di Memnone, tutto ciò che rimane del tempio funerario di Amenhotep III.

Storicamente importante Erodoto di Alicarnasso, considerato il "padre della storia"; altri autori classici sono Diodoro Siculo, Strabone, Plinio il Vecchio, Giuseppe Flavio e Plutarco autore quest'ultimo del trattato: "De Iside e Osiride".

Cristianesimo e Islam arriviamo quindi al Rinascimento per un rinnovato interesse sull'Egitto.
Ricordiamo il gesuita Kircher Athanasius con la sua opera: "Lingua Aegyptiaca Restituita".
Grande estimatore della religione egiziana e particolarmente di Iside e Osiride fu il grande Giordano Bruno.

Durante l'epoca Napoleonica avvenne la svolta; iniziò l'inglese T. Young che intuì la relazione Demotico-Geroglifico-Greco  Antico sulla Stele di Rosetta; ma fu il grande maestro di Grenoble Francois Champoillon (1790-1832) a trovare la chiave per  decifrare la Scrittura Geroglifica, sfortunatamente morì piuttosto giovane; ebbe un solo discepolo ma importante per l'Egittologia: Ippolito Rosellini (Granducato di Toscana).

 Inizia così l'avventura della moderna Egittologia.
Dalla Prussia o Germania si distingue il sommo erudito Lepsius e dalla metà dell'Ottocento in poi le collezioni si trasformano in musei: Torino, Leida, Parigi, Londra, Berlino.  Il francese Mariette Auguste oltre a scavi importanti ideò il museo del Cairo; nel 1884  Flendries Petrie, inglese, inserì metodi più rigorosi negli scavi; per gli USA Breasted organizzò l'Oriental Institute della Università di Chicago e il Metropolitan Museum di New Jork per il reparto egittologico.

Dopo Champollion toccò a Brugsch occupare a Gottingen la seconda cattedra di Egittologia nella storia accademica seguita dalla Inghilterra grazie a un lascito della scrittrice A.B.Edwards a favore di Petrie Flendries.
Grandi egittologi furono il tedesco Sethe, i francesi Maspero e Loret (il maggior scopritore di tombe reali nella Valle dei Re e le famose "cachettes" contenenti numerose Mummie Regali); ricordiamo il grandissimo Howard Carter che aprì al mondo, con l'aiuto del mecenate Lord Carnavaron, la tomba del Faraone-bambino Tutankamon.
 L'Italia oltre Rosellini Ippolito può vantare la collezione Drovetti (ambasciatore invero del Granducato di Toscana in Francia e Egitto) e le scoperte fatte in loco dal capitano e avventuriero Caviglia (scavi intorno alla Sfinge e un colosso di Memnone); un ruolo notevole ma sottovalutato dai posteri va assegnato al nostro "Indiana Jones" e cioè al grande Belzoni Giovanni (tra le altre l'apertura della tomba di Sethi I, della Piramide di Kafra e Abu Simbel).

Un atteggiamento più accademico si ha con Ernesto Schiapparelli che diresse il museo di  Torino dal 1894 e grazie a lui si faranno scavi importanti a Giza, Eliopoli, Ermopoli, Gebelein, Deir el Medina, Tebe, Valle dei Re; aperte le tombe di Nefertari (IXX din.), del pittore Maia e dell'architetto Ka XVIII dinastia.

 Altri importanti egittologi Farina Giulio, Curto Silvio (salvataggio di Abu Simbel) e per questo l'Egitto diede al museo di  Torino il tempietto rupestre di Ellesia XVIII dinastia..

Il più autorevole storico dell'età classica è un contemporaneo del regno dei Tolomei: Manetone, sacerdote egizio, autore di  una cronaca dei re egizi dalle origini fino ad Alessandro Magno; purtroppo ci è giunta in modo frammentario.
Egli divide in due fasi la storia del paese: prima un lunghissimo periodo dove regnarono prima gli dei poi i semidei, è lo Zep Tepi il primo tempo o l'età dell'oro; la seconda fase è il regno degli uomini da Menes fino ad Alessandro Magno e Manetone conta trenta dinastie.

Oltre a Manetone le fonti principali restano le Liste Reali; il Canone dei Re o Papiro Reale(museo di Torino) risale alla IXX dinastia sotto Ramses II scritto in ieratico e contiene un elenco di ottanta - novanta re dalle origini fino al Nuovo Regno.

Ma anche il Canone, come Manetone, presenta un periodo storico pre-dinastico durato migliaia di anni (Zep Tepi) e l'integrazione del mito con la storia viene fatta ricorrendo all'esistenza di questa età dell'oro durante la quale gli Dei regnarono sulla terra: Ptah-Ra-Geb-Osiride-Horus e infine Maat che più che una dea è una entità astratta; Maat infatti è equilibrio,  verità, armonia, è l'età dell'oro che ogni re dinastico dovrà cercare di portare sulla terra, il punto di inizio di una storia ciclica.
Questo elenco mitologico è chiuso dagli Shemsu Hor, i Compagni di Horus ovvero coloro che seguono la via Horiana.
Le altre Liste Reali sono: La Tavola di Abido, IXX dinastia, incisa sulle pareti del Tempio di Sethi I dove il re insieme al figlio Ramses II compiono offerte a settantasei antenati rappresentati dai loro Cartigli, e Menes-Narmer è il primo.
La Tavola  di Saqqara scoperta a Menfi in una tomba con cinquasette cartigli reali cui rende omaggio Ramses II.
La Tavola di Karnak incisa nel grande tempio (ora al Louvre) risale alla XVIII dinastia regno di Thutmosi III, contava sessantuno nomi di re ma solo quarantotto sono leggibili  e non in ordine cronologico.

 In questi elenchi mancano i re Hyksos (XV-XVI-XVII) e pure Akhenaton con i suoi tre successori; dopo Ramses II non esiste più  alcun elenco di sovrani.

a cura di Daniele.Horus

parte seconda

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