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Apophis
Il concetto di bene e male nell’Antico Egitto
Nehahor, “dal volto ritorto”, era uno degli epiteti di
Apophis l’eterno nemico di Ra.
Indistruttibile potere del Caos non poteva essere ucciso,
in quanto non apparteneva al mondo esistente, ma all’inesistente ed era
contemporaneamente senza inizio e senza fine.
Lungo 120 cubiti, raffigurato come un serpente gibboso da cui spuntavano lunghi
coltelli, fu creato a Esna dalla saliva della dea Neith,
considerata il Demiurgo creatore del mondo, nata dalle acque primordiali del
caos prendendo conoscenza di sé.
Apophis, presente nella creazione, esistendo già nel non – esistente,
probabilmente fu cacciato per volere del Demiurgo e dei trenta dei primigeni dal
mondo dell’esistenza e da allora appariva in modo ostile sulla via del dio Ra,
minacciando anche i defunti della Duat.
Era nelle regioni della Duat, durante la settima ora del viaggio notturno di Ra,
che avveniva lo scontro tra Ra e Apophis, tuttavia la protezione delle arti
magiche di Iside, che viaggiava sulla
barca di Ra, impediva al serpente di avere il
sopravvento.
(“Il libro di chi è nell’Aldilà”).
In una versione dell’epoca tarda de “Il libro del serpente Apophis” ci viene
descritto il rituale compiuto dai sacerdoti egizi.
Nel tempio di Amon Ra , a Karnak, in varie ore del
giorno i sacerdoti pronunciavano formule particolari bruciando un simulacro di
cera di Apophis, agevolando così la vittoria di Ra.
L’immortale Apophis ogni sera tentava di capovolgere la barca del sole di Ra
fallendo ogni scontro, ma potendo solo essere immobilizzato, la sera dopo
riprendeva il suo attacco simboleggiando così l’eterna lotta tra il bene e il
male.

La sconfitta di Apophis, dal Libro dei Morti di Cheritwebeshet
Il Cairo - Museo Egizio |
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