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Un gruppo di ricercatori britannici progetta un robot che svelerà il
mistero, che da millenni, si cela dietro la grande
piramide di Cheope
Un gruppo di tecnici dell’università di Leeds sferra “l’attacco
decisivo” ai segreti della piramide del faraone Cheope.
L’arma segreta dell’equipe britannica, che lavora in collaborazione con
il Consiglio Supremo delle Antichità egiziane, sarebbe un piccolo robot
chiamato Djedi.
L’automa prende il nome dal mago che Cheope consultò durante la
progettazione della piramide. Djedi dovrà oltrepassare le porte che
sigillano i condotti irradianti dalla Camera della Regina e provare a
svelarne il mistero.
La Piramide di Cheope a Giza, anche detta Grande piramide, è l’unica
delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino a noi,
nonché la più grande piramide egizia e la più famosa piramide del mondo.
È la più grande delle tre piramidi della necropoli di Giza, vicino al
Cairo in Egitto. Fu costruita intorno al 2570 a.C. ed è rimasta
l’edificio più alto del mondo per circa 3800 anni.
Si suppone sia stata eretta da Cheope (Horo Medjedu) della IV dinastia
dell’Egitto antico come monumento funebre. Al suo interno, come in molte
altre sepolture dell’antico Egitto, saccheggiate dai violatori di tombe
già nell’antichità, non è stata trovata alcuna sepoltura e ciò ha
generato un elevato numero di teorie, circa la possibilità che le
piramidi possano non essere monumenti funebri. Tali teorie restano,
però, ancora prive di fondamento.
L’attribuzione della grande piramide a Cheope è deducibile dalla
concordanza dei rilievi archeologici con i dati storici disponibili,
costituiti dai libri dello storico greco Erodoto.
fonte Universy.it
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