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Cheope
Nomi: Cheope, Khufu (o Khufwey, secondo Gardiner), Suphis,
Horo Medjdo
Dinastia: IV (2630-2510 a.C.)
Anni di regno: 63 (Manetone); 23 (Canone di Torino) [2606-2583
a.C. (Torino)]
Collocazione storica: Antico Regno 2700-2200 a.C.

Il nome di Cheope, nella forma tramandata da Erodoto, appartiene
al bagaglio storico del mondo intero. Il suo monumento funebre, la
grande
piramide di Giza, fu considerata una
delle sette meraviglie del mondo antico,
ed è tutt'oggi al centro di innumerevoli misurazioni, ipotesi, congetture
le più diverse. Poco ci è noto della vita del costruttore
della grande piramide, salvo qualche testimonianza materiale del suo autocratico
potere. Il cartiglio che racchiude il nome di Khufwey ( il vero nome di
Cheope) è stato trovato in varie cave di pietra, nelle tombe dei
famigliari e dei cortigiani e in alcune iscrizioni di data posteriore.
Ma nessun documento contemporaneo al faraone può vantare un genuino
valore storico, eccetto la narrazione dei funerali della madre, Hetephras,
moglie di Snofru, la cui tomba fu scoperta nei pressi della piramide da
Reisner nel 1925. Non esiste alcun serio fondamento critico per stabilire
la durata del regno di Khufwey: il Canone di Torino dà ventitré
anni, mentre Manetone, basandosi forse solo su congetture, gliene assegna
non meno di sessantatré.

Hordjedef
Figlio di Cheope fu sepolto a Giza e probabilmente implicato nelle
lotte di successione.
La sua celebrità deriva dalle qualità di letterato che possedeva; scrisse un
saggio "L'Insegnamento di Hordjedef", che lo collocò tra i più grandi
scrittori, facendone un modello di cultura.
Uno dei brani di racconti dal papiro Westcar, lo mostra mentre entra in
contatto con un mago di nome Djedi per proporgli di fare qualcosa per lui.
Il suo prestigio era talmente grande che la tradizione lo scelse,
fittiziamente, come inventore di diversi capitoli del Libro dei Morti, a
Hermopolis, scoperti in occasione dei suoi giri di ispezione e di
inventario.
La barca di Cheope
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