Cambise

  Cambise
525-522 a.C. XVII Dinastia
Il secondo re dei Persiani e dei Medi regnò due anni sull'Egitto, fondando la XVII Dinastia. Il padre, l'illustre Ciro, aveva già riunito sotto il suo scettro l'Iran, l'Anatolia e l'impero di Babilonia. Nel 525, il grande esercito persiano vince Psammetico III vicino a Pelusio e si impossessa di Menfi. Cambise viene acclamato come faraone dallo stesso clero di Sais, città-madre della dinastia precedente: questa accettazione dinastica degli Egizi segna una data molto importante. Un toro Apis viene sacrificato, il suo splendido sarcofago sarà inciso con una dedica a nome di Cambise: Erodoto racconterà che quest'ultimo aveva ucciso di propria mano l'animale sacro e si dilungherà sulle intemperanze, sulla follia e sulla crudeltà del figlio di Ciro, nonchè sulle sconfitte da lui subite in Etiopia e nel deserto libico. Il presunto omicidio di Apis rappresenta uno dei tratti attraverso i quali, nel V secolo, alcuni Egiziani finirono per riconoscere i dominatori stranieri come profanatori. La cattiva pubblicità che l'opinione persiana procurò a Cambise soto Dario, i rancori che cominciavano a manifestarsi in Egitto contro gli occupanti asiatici alimentarono in Erodoto la caricatura che egli tracciò di un tiranno folle, capitato per caso tra due saggi fondatori, Ciro e Dario.
 

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