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Per gli antichi egizi il Nilo era la via principale di comunicazione, nel
battello vedevano il mezzo di trasporto privilegiato, quindi la barca
non poteva non rientrare nell'ambito del sacro e del divino.
Infatti, in Egitto il tradizionale carro solare era una barca.
Di giorno sulla barca Meandjet il sole percorreva il cielo, mentre di
notte per solcare il cielo inferiore usava la barca Mesketet.
I sovrani della V dinastia, fecero costruire delle enormi navi in pietra
che rappresentavano la barca del Sole sulla terra.
Tutte le divinità a carattere solare, ed in particolare il dio
Amon-Ra, possedevano la loro barca di legno, che
solitamente veniva collocata in una sala nella parte più nascosta del
loro santuario.
Durante le processioni, la statua del dio veniva portata a spalla dai
sacerdoti, per ricordare il viaggio di Ra
nella sua navigazione celeste.
Il "destino solare" del faraone, prevedeva che andasse a raggiungere il
Sole a bordo della sua barca.
Quando il credo funerario si estese a tutti gli uomini, si iniziò a
pensare che l'anima di ogni defunto potesse
percorrere il mondo notturno nella barca solare e offrirle aiuto in
quella traversata pericolosa, durante la quale si sarebbe potuta
imbattere in banchi di sabbia o in creature mostruose come il serpente
Apep, che aveva preso il posto del coccodrillo, terrore del fiume.
Forse fu proprio per questo, che gli Egiziani seppellirono presso le
piramidi delle grandi barche o ne sistemarono all'interno dei modelli in
scala.
Non è escluso che la barca funeraria potesse rappresentare
l'imbarcazione consacrata a Osiride, ad
Abido, nella quale si vede il defunto che naviga verso la città per
raggiungere il dio:
"Possa egli approdare tranquillo al bell'Occidente!
Che la montagna si apra dinanzi a lui e il deserto dell'Ovest gli tenda
la mano ...
Che li si prenda la mano e lo si conduca sulla barca Neshmet sulle
strada dell'Occidente e che egli vada in pace ad Abido,
nel luogo in cui si trova Osiride".

La barca solare di Cheope |
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