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Popolazione nomade invase
la valle del Messico, stanziandosi presso la laguna di Texcoco, fondando
la città stato di Tenochtitlan, si
imposero agli toltechi e ai tepanechi, creando una potente monarchia
guerriera che controllava gran parte dell'odierno Messico
centromeridionale.
La convinzione che l'universo fosse minacciato da forze ostili, li
assillò con l'esigenza di prorogare l'incombente catastrofe con
incessanti atti di purificazione.
Il ricorso ai sacrifici umani, in onore al dio Huitzilopochtli, il dio
sole, facevano della società azteca un mondo cupo ed austero,
riconoscibile nella rigida gerarchia sociale: nobili (sacerdoti e
militari), artigiani e mercanti, coltivatori, servi e schiavi.
L'economia, strutturata per cooperazioni, era a base agricola, fiorente
il commercio e l'artigianato.
Della grandiosa
architettura sono rimaste le rovine di Tenochtitlan (l'attuale Città del
Messico), la piramide detta di Santa Cecilia alla periferia della città
e, a Calixtlahuaca, il tempio dedicato a Eecatl, dio del vento.
Anche la scultura ha forme monumentali: enormi teste di serpente, la
Grande Pietra del Sole (o Calendario atzeco) e massicce statue di
divinità.
Raffinatissimi i lavori di orificeria e gli intagli in cristallo di
rocca, ambra, turchese. Splendidi i manti piumati da cerimonia.
Gli Aztechi furono decimati di conquistadores di Cortés.
Quetzalcoat Il
serpente piumato
Tenochtitlán. Hernán Cortèz
conquista la capitale atzeca
Iside
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