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Apries
Figlio di Psammetico II, all'iniziò del suo regno si dimostrò un
faraone molto energico.
Intraprese una guerra contro i Fenici, presso Sidone e assediò Tiro per tredici anni, soltanto l'intervento di
Nabucodonosor (re di Babilonia) gli impedì di conquistare la città.
Appoggiò la rivolta degli Ebrei contro il sovrano babilonese dopo la
caduta di Gerusalemme diede asilo a molti Ebrei fuggiaschi. Quest'ultimi
fondarono molte comunità, tra cui quella di Elefantina divenne la più
prospera.
Apres ricorreva all'impiego di mercenari greci per le sue
campagne militari e questo provocò ben presto un malcontento nell'esercito
nazionale, particolarmente in quella parte composta da soldati Libici, che
offesi organizzarono delle rivolte in Nubia.
Il malcontento crebbe, quando
quando un'armata Greca fece strage di soldati egiziani che Apries aveva
mandato in soccorso ai Libici nella zona di Cirene.
Secondo una stele del
Cairo, fu affiancata in coreggenza da
Amasis. Durante una rivolta, Apries
guidò i suoi mercenari greci contro i ribelli comandati da Amasis,
sconfitto, fu trattato rispettosamente dal suo rivale, ma gli Egiziani se
ne lamentarono e pretesero che venisse consegnato a loro. Venne soffocato.
Tuttavia Amasis seppellì il faraone suo nemico con tutti gli onori e
pretese che venisse mantenuto il suo culto funerario. |
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