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L'anima
Ci sono tre
diversi principi spirituali nella vita dell'uomo egiziano:
l'Akh, una forza spirituale e sovrannaturale. Viene rappresentato
dall'Ibis Piumato, lo stesso segno geroglifico forma la radice del vero
"essere efficace, benefico, glorioso". In contrapposizione al corpo, che
appartiene alla terra, l'akh appartiene al cielo.
Nelle epoche più remote era appannaggio esclusivo degli
dei e dei
faraoni, in quanto esseri divini, infatti durante l'Antico Regno, il
sovrano era sottoposto ad un rito particolare il "sakh", inteso a
spiritualizzarlo e a renderlo un akh, cioè uno spirito.
Presto la concezione dell'akh divenne propria anche dei comuni mortali.
Raggiungere il proprio akh, significava raggiungere la morte e quindi
una dimensione come quella dell'"io" spirituale.
Il Ba si assimila maggiormente al nostro concetto di anima.
Simboleggiata da un uccello e talvolta a partire dal XVIII dinastia, da
un volatile dalla testa umana.
Sembra che in origine il ba, fosse la facoltà propria degli dei di
assumere diverse forme.
Nelle tombe è facile vedere il ba rappresentato nell'atto di volare
intorno al sepolcro o di dissetarsi ad uno stagno.
Al di là della morte il ba continuava a vivere, conservando non il
corpo, ma soltanto le proprietà che animava l'essere vivente di cui era
stato parte.
Il Ka è uno dei concetti spirituali di più difficile interpretazione.
Nel corso dei secoli il senso attribuito a questa parola ha subito
notevoli mutazioni e si è arricchito di significati diversi:
Secondo i primi egittologi il Ka esprimeva "l'essere, la persona,
l'individualità", in un secondo tempo Lepage-Renouf ha sottolineato i
diversi caratteri di genio, dio-protettore e doppio spirituale,
proponendo un'interpretazione, ripresa poi da Maspero, che definì il Ka
come una "proiezione vivente della figura umana, un doppio riproducente
i dettagli dell'individuo a cui appartiene".
Per altri studiosi il Ka era la potenza generatrice e la forza sessuale.
Il segno geroglifico del Ka consiste in due braccia protese
all'abbraccio, ad un gesto cioè di protezione, questo ha avvalorato
l'ipotesi di un dio protettore, un ipotesi molto discutibile in quanto
le braccia alzate non hanno nulla dell'abbraccio, indicano invece il
segno del doppio.
Dunque il Ka proteggeva i vivi, ma ancor di più i morti, infatti per gli
Egiziani non era altro che "raggiungere il proprio Ka".
Il
viaggio dell'anima nell'aldilà
I concetti di Akh, ba e Ka
I Ka del dio Ra |
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