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Amenemhat III
Con Amenemhat III l'Egitto del Medio Regno ebbe il suo ultimo grande
sovrano. Per oltre quarant'anni il faraone riuscì a mantenere l'Egitto in una
condizione di benessere e prosperità incrementando in particolare lo
sfruttamento delle miniere di turchese e di rame in Sinai. Qui trasformò gli
accampamenti dei minatori in installazioni permanenti e ampliò a Serabit
el-Khadim il tempio dedicato ad Hator. Potè contare su una numerosa
manodopera costituita da popolazioni orientali che, attirate in Egitto dalla
prosperità del Paese, lavorarono per il faraone come contadini, soldati e
persino artigiani. Amenemhat III non ebbe neppure problemi con la Nubia. I
confini con lo scomodo vicino erano ancora delimitati dalle fortezze di Semna,
oltre le quali non poteva passare nessuno che non avesse l'autorizzazione
delle autorità egizie. Proprio in quella zona il faraone diede ordine di
controllare il livello del Nilo, creando così un "nilometro", una
costruzione in pietra all'interno della quale si misuravano le piene e le
secche del provvidenziale fiume. Per quanto riguarda i rapporti con l'Asia,
sono state ritrovate statue del regno di Amenemhat III in alcuni siti del
Levante ed è stata rinvenuta a Dahshur, su un pettorale, l'immagine del re
che massacra i Beduini. Non si sa se negli ultimi anni di regno il sovrano
abbia governato con il figlio Amenemhat IV.

Statua
in granito di Amenemhat
III |
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