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La
parola alchimia, dal greco chumeia, dall’arabo al-kimiya significa “arte
di trasformare i metalli”.
I primi esperimenti si svolsero ad Alessandria d’Egitto,
uno dei maggiori centri di cultura e scienza dell’antichità; anticamente
veniva pratica anche in Cina e in India.
Intorno al 144 a.C. troviamo delle testimonianze scritte, sull’uso
dell’alchimia in Cina, quando con un proclama, l’imperatore cinese,
decretò che chiunque usasse oro alchemico per stampare monete sarebbe
stato condannato a morte.
Al II secolo a.C. risalgono invece i primi riferimenti in
India.
In cosa credevano gli alchimisti?
Credevano di poter trasformare, attraverso un processo chiamato
trasmutazione, i metalli vili in metalli preziosi con l’aiuto della
cosiddetta pietra filosofale.
Tutto si basava sulle teorie del filosofo greco Aristotele che riteneva
che in natura tutto fosse soggetto a cambiamenti.
Il primo alchimista di cui si hanno notizie fu Bolos di Mendes, detto
anche Democrito, vissuto nei pressi di Alessandria nel 250 a.c.
Alcuni dei suoi scritti esistono ancora e furono scoperti nel 1828 in
Egitto, descrivevano vari metodi per creare imitazioni dell’oro.
Lo storico greco Zosimo scrisse, intorno al 300 d.c. un’enciclopedia
sull’alchimia di cui esistono ancora alcuni frammenti, da cui si desume
che non tutti gli alchimisti erano uomini.
Si parla, infatti, una donna di nome Cleopatra (non la regina egiziana)
e di una certa Maria l’Ebrea che inventò vari utensili, alcuni dei quali
usati ancora oggi, proprio da lei prenderebbe il nome della cottura
detta a bagnomaria.
Dopo che l’Egitto fu conquistato dai
Romani, gli alchimisti furono
costretti a nascondersi.
Preoccupazione dei romani, era che l’oro alchemico potesse servire per
finanziare delle ribellioni ed infatti quando nel 296 d.c. scoppio una
ribellione, l’imperatore Diocleziano ordinò la distruzione di 290
scritti che trattavano la produzione di oro e argento con metodi
alchemici.
Nel 642 d.c., quando gli Arabi liberarono Alessandria dal dominio
bizantino, essi si interessarono subito all’alchimia e tradussero dal
greco all’arabo molti testi.
Jabir ibn Hayyan, fu l’alchimista arabo più famoso.
L’alchimia raggiunge l’Europa nell’ XI- XII secolo con i crociati che
tornavano dalle loro battaglie contro i musulmani.
Robert di Chester fu il primo, nel 1144, a tradurre un testo dall’arabo
al latino.
Improvvisamente un nuovo fervore scientifico si diffuse per tutta
l’Europa. La ricerca era in corso e sarebbe durata secoli. |
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