Storia Fatti e Misfatti

ALBANIA
Vari reperti archeologici, attestano che era abitata sin dalla preistoria.

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Gli Albanesi discendono da un popolazione autoctona, gli Illiri che un tempo occupava un ampio territorio dal Danubio ai Balcani.
All’inizio del secondo millennio a.C., quando gli scontri tra le tribù erano frequenti, gli Illiri furono costretti a cercare alleanze e questo trasformò il loro territorio in uno stato potente.
In seguito gli Illiri occuparono il territorio dell’attuale Albania e vi fondarono un regno, ovviamente lo scontro con Roma, che voleva estendere il proprio controllo sull’Adriatico fu inevitabile.
Le guerre il lirico-romane iniziarono nel 229 a.C. e si conclusero con la vittoria di Roma nel 167 a.C.
Ridotto in schiavitù e con il territorio frazionato in piccole unità amministrative da Roma, dopo la divisione dell’ impero romano, i territori albanesi furono assegnati all’impero d’Oriente.
Nello stesso anno fu un susseguirsi di invasioni barbariche: Visigoti, Unni, Ostrogoti ed in ultimo verso la fine del VI secolo tribù slave di Serbi raggiunsero il territorio albanese dove stabilirono principati autonomi e assimilarono la maggior parte della popolazione.

Solo gli Illiri del sud resistettero e riapparvero alcuni secoli più tardi con il nome di Albani.
Nei secoli X e XI i nobili arbereshe si staccarono da Bisanzio e formarono il principato di Arberia, primo stato feudale albanese.
Nei secoli successi fu teatro di accese rivalità, per il suo possesso tra i Bulgari, i Veneziani, gli Svevi e gli Angioini fino al 1389 quando fu invaso dai turchi.

Sotto la guida del principe Gjergj Kastrioti (Giorgio Castriota), detto Skanderbeg , i principati locali resistettero uniti e il popolo albanese lottò contro i metodi repressivi dei dominatori.
Fu proprio durante quelle lotte che iniziò a formarsi un unico Stato centralizzato ed il vessillo di Kastrioti, l’aquila nera bicipite su sfondo rosso, divenne la bandiera nazionale albanese.
Morto Skanderbeg, gli Albanesi furono travolti dall'impero ottomano, che non aveva mai cessato di attaccare regolarmente con eserciti guidati dai più abili pascià turchi.
La definitiva occupazione ottomana portò con sé la rovina economica del paese con la distruzione di città, opere d'arte e architettoniche e la conversione di gran parte della popolazione alla fede musulmana.
Nel 1877 -1878 grazie all’indebolimento della Turchia, dovuto alla Russia, il movimento indipendentista albanese riprese forza, risale a questo periodo l’apertura della prima scuola albanese e l’introduzione di un alfabeto comune in tutto il paese che è quello usato ancora oggi.
All' inizio del '900, sotto la minaccia dell' annessione del territorio da parte delle monarchie balcaniche, le forze rivoluzionarie albanesi ripresero vigore e nel 1910 scoppiò la rivolta contro i Turchi.
Durante la prima guerra balcanica, Ismail Kemal Bey il 28 novembre 1912 proclamò l'indipendenza, riconosciuta dalle potenze europee che affidarono però il potere
al principe tedesco Guglielmo di Wied .

Allo scoppio della prima guerra mondiale questa fragile costruzione politica venne spazzata via.
L'Italia, la Grecia e vari altri paesi occuparono l'Albania, la cui indipendenza fu riconosciuta solamente nel 1920.
Le crisi intere erano però continue e nel 1924 si scatenò la rivoluzione democratico-borghese contro i latifondisti reazionari, in pochi mesi salì al potere un governo progressista.
La controrivoluzione non si fece attendere e il governo democratico fu rovesciato dai reazionari guidati da Ahmet Zogu, che si fece eleggere nel 1925 presidente della repubblica e nel 1928 si proclamò re con poteri dittatoriali.
Sotto questo regime, l' Albania continuò ad essere il paese più arretrato d'Europa: nel 1938 l' 80% della popolazione viveva di agricoltura; l' istruzione universitaria e le istituzioni culturali mancavano del tutto; non esisteva assistenza sanitaria; la malaria era una malattia sociale; l' età media era di 38 anni.
Mussolini nell’aprile del 1939 occupa l’Albania, la resistenza contro le sue truppe fu eroica e vennero a crearsi nuclei partigiani e intellettuali socialisti che nel 1941, sotto la guida di Enver Hoxha, e in clandestinità, fondarono il partito comunista albanese.
Dopo il ritiro delle truppe tedesche Hoxha proclamò l'11 febbraio 1945 la Repubblica Popolare d'Albania.
Il regime di Hoxha aveva davanti un compito enorme: portare l' Albania fuori da secoli di oscurantismo, da un medioevo prolungato fino ai giorni nostri.
Nel 1948 vi fu un'unione doganale e monetaria con la Jugoslavia, ma la rottura tra la Jugoslavia e l'Unione Sovietica spinse l'Albania unicamente e decisamente verso l'URSS. Con la destalinizzazione, avviata nell'URSS a partire dal 1956, i rapporti tra i due stati si raffreddarono e dopo una rottura definitiva, nel 1961, l'Albania si avvicinò alla repubblica Popolare Cinese. L'invasione di truppe sovietiche in Cecoslovacchia nel 1968 determinò l'uscita dell'Albania dal patto di Varsavia. Nel 1977-78 l'Albania, prese le distanze anche dalla Cina.
Hoxha guidò la rinascita del paese con pugno di ferro, elaborando una costituzione di forte stampo stalinista, bandendo la proprietà privata e la possibilità di professare una fede, liberandosi senza scrupoli degli avversari politici, e dando vita alla Segurimi, la temibile polizia di stato con compiti di spionaggio.
Per il terrore di possibili invasioni, ricoprì il territorio di bunker di cemento, oggi diroccati ricoveri di nomadi e animali.
Nel 1985 alla morte di Hoxha, iniziò una cauta apertura del Paese; il suo successore, Ramiz Alia, diede avvio a un riavvicinamento economico e politico con l'Occidente e, sotto la pressione di sanguinose ribellioni scoppiate in tutto il Paese, a qualche concessione e a qualche riforma, ostacolata però dagli eredi di Hoxha ancora largamente sostenuti, nelle elezioni del 1991 questi ultimi hanno conquistato una larga maggioranza parlamentare, rendendo così incerto e difficoltoso il processo di democratizzazione del regime.
Intanto, la parte più povera ed esasperata della popolazione comincia a prendere la strada dell'espatrio.

Iside

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