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Abu Simbel
Considerato la più grande opera di
Ramses II, il tempio rupestre
di Abu Simbel è una vera meraviglia dell'antichità.
Le quattro
colossali statue, alte venti metri e interamente scolpite nella roccia,
che raffigurano il faraone seduto all'ingresso, sono ormai diventate un'icona
della civiltà egizia.
Scavato per oltre sessanta metri dentro il
ventre di un'altura di arenaria, il santuario era dedicato a tre grandi
dei, Amon Ra E Ptah,ma in realtà era un'altra la divinità
da venerarvi : Ramses stesso.
Il tempio di Abu Simbel fu però sfortunato.
Poiché anni dopo la sua costruzione fu gravemente danneggiato da
un terremoto, che lesionò e sgretolò pilastri e statue, compresa
tutta la parte superiore di uno dei colossi della facciata. La maggior
parte dei danni fu riparata, ma nulla gli architetti reali poterono fare
per l'enorme statua, i cui pezzi furono lasciati sul posto, dove il sisma
li aveva fatti cadere. L'edificio fu completamente abbandonato diversi
secoli dopo la morte di Ramses e la sabbia iniziò a seppellirlo,
fino a lasciare scoperte solo testa e spalle delle grandi statue dell'ingresso.
Fu
così che nel 1813 lo trovò lo studioso svizzero Burckhardt.
Restò
inviolato ancora quattro anni,fin quando l'italiano Belzoni, dopo mesi
e mesi di lavoro, riuscì finalmente a farsi strada tra la sabbia
e a rimettere piede, primo uomo dopo migliaia di anni, all'interno del
santuario.
Il vero pericolo per la sorte del tempio al quale Ramses aveva
delegato la testimonianza della sua potenza e della sua origine divina,
arriverà molto più tardi, quando il complesso rischiò
di sparire per sempre sepolto da una valanga d'acqua.
Nel 1960,infatti,
il presidente egiziano Nasser aveva iniziato i lavori per la costruzione
della grande diga di Assuan.
Questa prevedeva la creazione di un enorme
lago artificiale, un progetto importante per il paese, ma che rischiava
di cancellare per sempre alcune delle più straordinarie testimonianze
dell'antica civiltà dei faraoni.
Fra queste anche Abu Simbel, che
nel frattempo era diventato famoso in tutto il mondo.
Fu l'Unesco a lanciare
il grido d'allarme, che si trasformò in una vera e propria campagna
di salvataggio che coinvolse ben 113 Paesi, pronti ad aiutare l'Egitto
con uomini, denaro e tecnologia. Il progetto richiedeva che il tempio di
Abu Simbel venisse smontato pezzo per pezzo e ricostruito 180 metri più
nell'entroterra dopo aver innalzato il terreno di 65 metri rispetto al
livello precedente.
I lavori richiesero cinque anni, oltre duemila uomini,
tonnellate di materiali e uno sforzo tecnologico senza precedenti nella
storia dell'archeologia. I blocchi numerati per ridar loro l'esatta posizione,
furono riassemblati, e l'intero tempio fu ricostruito mantenendo persino
l'originario orientamento rispetto agli astri e al nuovo corso del
Nilo
determinato dallo sbarramento di Assuan. Fu restaurato il paesaggio, e quando
anche la montagna soprastante fu ricostruita, il puzzle fu finalmente completo.
Ramses stesso non vi avrebbe trovato alcuna differenza.

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Abu Simbel : il tempio |
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